Domenica 7 maggio ’23, ad Alì Terme (ME), le Unioni della Federazione Sicula Palermo “Madre Morano” si sono incontrate per un giorno di formazione spirituale mariana. Relatrice dell’incontro la Direttrice Dott.ssa Sr Mariella Lo Turco FMA che ha relazionato sul tema: “Sui passi di Maria”.
Al convegno si sono iscritti più di 160 partecipanti, che con grande interesse hanno aderito all’iniziativa curata, oltre che dal Consiglio Federale, in modo particolare dalla distintissima padrona di casa, la Presidente dell’unione di Alì Terme, Cettina Visconti Manganaro, che ha dato inizio alla manifestazione.
La Presidente Federale Prof.ssa Dalila Maria Virzì e la Delegata Prof.ssa Sr Giacomina Barresi hanno dato i lori indirizzi di saluto.
La Festa della Riconoscenza 2023 si celebrerà in Colombia, a Bogotá, il 26 aprile prossimo e sarà animata dalle quattro Ispettorie colombiane:
Ispettoria “N. S. del Rosario di Chiquinquirá” (CBC)
Ispettoria “Nostra Signora della Neve” (CBN)
Ispettoria “Maria Ausiliatrice” (CMA) – Ispettoria “Santa Maria Mazzarello” (CMM)
In un momento così delicato per il mondo, in cui la pace è minacciata in molteplici modi, vogliamo che la nostra celebrazione del Grazie sia un canto di pace e un richiamo all’impegno per costruirla. Il tema che ci viene proposto, illuminato dalla Parola di Gesù: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9), è il seguente:
“Con Maria generiamo cultura di pace”
Il logo della Festa racchiude un profondo messaggio che esprime attraverso i vari elementi che lo compongono:
Maria / Mano tesa: Maria ci ricorda la nostra identità di figlie. Continua a camminare in questa casa, la “casa” della Colombia, nella vita e nelle opere delle FMA che, riconoscendo la dignità di bambini, bambine, giovani e donne, generano nuove opportunità per costruire una cultura di Pace. Le sue mani tese sono segno di accoglienza, la stessa che il Paese colombiano offrirà alla Madre.
Le Orchidee: fiore simbolico della Colombia, pianta epifita, che può cioè abitare in un corpo vivo senza sottrargli sostanze nutritive. Questa caratteristica, aggiunta alla sua delicatezza e capacità di armonizzare, ci ricorda che siamo chiamati a costruire pace, fraternità e sinodalità.
I Cammini: la varietà delle opere e delle modalità attraverso le quali l’Istituto delle FMA genera una cultura di Pace nel Pianeta. I colori sono quelli della bandiera colombiana.
Chicchi di caffè: esprimono la ricchezza della Colombia, il legame con la terra e l’impegno nella cura della nostra Casa Comune.
Le Ispettorie colombiane ci propongono un itinerario di tre settimane in preparazione alla Festa della Riconoscenza. Ogni tappa sarà accompagnata dall’atto di affidamento a Maria proposto per questa occasione e dalla preghiera consapevole dell’“Ave Maria per la pace in casa”.
1a Settimana (26 marzo – 5 aprile) Pace nella casa interiore (Illuminazione salesiana)
2a Settimana (6 aprile – 15 aprile) Pace nella casa che accoglie (Illuminazione ecclesiale)
3a Settimana (16 aprile – 25 aprile) Pace nella casa comune (Illuminazione biblica)
Nella prima settimana, tappa dell’illuminazione salesiana, ricorderemo, in un momento di incontro comunitario, l’origine dell’“Ave Maria per la pace in casa”, introdotta nel nostro Istituto nel luglio 1875. Come gesto che accompagnerà la preghiera riconoscente per Madre Chiara, uniremo l’impegno ad essere generatrici di pace nella “casa interiore” del nostro cuore.
Nella seconda settimana, tappa dell’illuminazione ecclesiale, continueremo ad approfondire il tema della pace vissuta all’interno di ogni comunità FMA, illuminata da alcuni brani dei messaggi di Papa Francesco per le Giornate Mondiali della Pace. Oltre alla nostra riconoscente preghiera per Madre Chiara, come gesto ci impegneremo a fare un passo concreto di riconciliazione e di fraternità con le sorelle della nostra comunità.
Nella terza settimana, tappa dell’illuminazione biblica, continueremo il cammino di preparazione alla Festa della Riconoscenza mondiale, illuminate specialmente dal testo evangelico delle Beatitudini, che ci accompagnerà lungo tutta la preparazione: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9). Come gesto in questa terza settimana, ogni comunità cercherà un tempo per vivere la Lectio Divina, utilizzando la proposta che sarà pubblicata sul sito web dell’Istituto.
I materiali per il cammino di preparazione, suddivisi per settimana, altri materiali di supporto e informazioni varie, così come il programma della Festa, saranno a disposizione sulla pagina web dell’Istituto.
Il programma sintetico della Festa, a cui potremo partecipare in diretta streaming, sarà il seguente:
Mercoledì 26 aprile: ore 7:00 – Celebrazione delle Lodi – Collegio “Maria Ausiliatrice”, Bogotá ore 10:00 – Solenne Celebrazione dell’Eucaristia – Cattedrale Primaria dell’Arcidiocesi di Bogotá ore 16:00 – Festa dei giovani: “Dalla Colombia al mondo: dipingiamo la vita con la pace e la speranza” – Collegio “Maria Ausiliatrice”, Bogotá
Il gesto di solidarietà che unirà l’intero Istituto, rendendo visibile lo spirito di famiglia e la comunione dei beni, servirà a sostenere alcuni progetti esistenti a favore della gioventù più bisognosa:
1. Ampliamento del dormitorio dell’internato “Nuestra Señora de la Esperanza” a Uribe, dipartimento di Meta, Opera assistenziale per le ragazze e le giovani donne delle zone rurali, a rischio di reclutamento da parte di gruppi armati.
2. Sostegno al mantenimento di “Casa Mamá Margarita”, Opera educativa di protezione e assistenza integrale per bambine e adolescenti di strada in situazione a rischio nella città di Medellín.
3. Sostegno per offrire protezione e promozione a ragazze e giovani a rischio o bisognose di condizioni che permettano loro di avanzare negli studi, della popolazione di Condoto, nel Dipartimento di Chocó, e di Santa Bárbara, Andes e Santa Rosa de Osos, nel Dipartimento di Antioquia.
Ringraziamo insieme le Ispettorie colombiane per l’amore con cui stanno organizzando ogni dettaglio di questo evento unico di famiglia che celebriamo ogni anno. Ringrazio anche ciascuna di voi, in tutto il mondo, per l’impegno di preparazione e realizzazione di questa Festa, che ci aiuta a rafforzare sempre di più la nostra unità attorno alla Madre, facendole sentire il nostro affetto filiale e la nostra gratitudine come FMA e come Comunità educanti. Vi saluto, anche a nome delle sorelle del Consiglio generale, e vi auguro un fecondo tempo quaresimale. Con affetto.
Ci ritroviamo a Palermo dopo due anni di pandemia, diversi incontri online, molte telefonate ed un grande desiderio di abbracciarci. È il 4 dicembre 2022, molte delle Presidenti di Unione sono presenti ed alcune impossibilitate a muoversi hanno delegato per partecipare comunque alle elezioni federali per il quadriennio 2022-2026. Troviamo ad accoglierci la Direttrice Sr Maria Scapellato, le suore del S. Giuseppe, la nostra Delegata Sr Nancy Gagliano e la nuova che la sostituirà, Sr Giacomina Barresi. Dopo l’accoglienza, magnificamente organizzata dalle Exallieve dell’Unione Main, ci riuniamo ed alla presenza della delegata dell’Ispettrice, Sr Antonella Allegra, iniziamo con il saluto commosso di Sr Nancy alla quale va la nostra gratitudine e riconoscenza per gli anni che ha dedicato in modo amorevole alle Exallieve. Segue l’intervento di Sr Giacomina che si presenta e manifesta una profonda disponibilità per una fattiva collaborazione. Sr Nancy e Mariangela Severino ci invitano a pregare.
Vieni, Santo Spirito di Dio
Vengono presentate le attività svolte dal Consiglio nel quadrienni 2018-2022 ed io, in qualità di presidente, ripercorro e commento, con video e foto, i meravigliosi momenti trascorsi insieme.
Si costituisce il seggio elettorale ed iniziano le votazioni che si concluderanno con la proclamazione degli eletti effettuata dalla delegata dell’Ispettrice, la Consigliera ispettoriale Sr Antonella Allegra.
La Celebrazione Eucaristica, presenziata dal Direttore Don Arnaldo Riggi, ha concluso i lavori elettorali ed ha segnato l’inizio del nuovo cammino che il Consiglio dovrà intraprendere, restando sempre fedele al carisma salesiano-mornesino.
L’agape fraterna, splendidamente predisposta dalla Coordinatrice della FS di Palermo Carolina Fiorica, da Antonella Alaimo, Presidente dell’Unione Main, dalle affettuosissime Regina, Mariangela e dalle altre associate del “Mazzarello” ci regala momenti di gioia e di ritrovata sereenità.
Carissima Maria Maghini, Presidente confederale, Carissime Consigliere Confederali, Carissime Presidenti e Delegate,
Buona sera!
È sempre bello e gradito poterci incontrare, soprattutto con voi, carissime Exallieve e carissimi Exallievi e carissime sorelle FMA Delegate. Ci sentiamo in famiglia e ogni incontro rafforza i legami tra di noi. Sarebbe stato bello incontrarci di presenza, ma non saremmo riuscite a trovarci tutte! Usando gli strumenti che la tecnica mette a nostra disposizione, il nostro incontro si allarga e possiamo superare le barriere delle frontiere e l’ isolamento a motivo del Covid 19. Oserei dire che quest’anno ci ha fatto addirittura un regalo, permettendoci di essere insieme da tutto il mondo per questo scambio di auguri natalizi.
Ringrazio sr. Maria Luisa Miranda, Consigliera per la Famiglia salesiana, sr. Gabriela Patiño, Delegata mondiale per le Exallieve e gli Exallievi, Maria Maghini e il Consiglio Confederale per aver voluto che fosse possibile scambiarci gli auguri, nonostante le limitazioni dovute alla pandemia.
È molto salesiano e molto di famiglia questo coltivare le relazioni, sentire il bisogno di condividere quello che viviamo, quello che crediamo, quello che speriamo.
Il Natale 2020
Il 2020 è stato dovunque un anno molto difficile e questo Natale è, in tutto il mondo, segnato dai timori e dalle sofferenze causate dal Covid-19. Un po’ dappertutto i governi hanno limitato le occasioni di incontro anche tra persone che si vogliono bene per evitare il pericolo di contagio. E’ giusto che sia così, ma contribuisce a far crescere il senso di solitudine e di precarietà, di isolamento e questo rischia di farci vivere con minore gioia la venuta di Gesù.
Molti, penso anche tra voi, sono stati colpiti negli affetti familiari e nelle amicizie e anche personalmente. Varie FMA, in questi mesi, sono andate in Paradiso.
È dunque un Natale “diverso” dai precedenti quello che ci prepariamo a vivere. E’ più evidente la dimensione dell’attesa della venuta del Signore, non solo di quella alla fine dei tempi. Questa situazione può offrirci una possibilità nuova per vivere meglio la dimensione spirituale del Natale.
L’invito alla gioia
Eppure la liturgia di oggi, terza domenica di Avvento, parla tutta di gioia, tanto da essere definita “domenica gaudete”.
Già l’antifona di inizio è un invito alla gioia: “rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto rallegratevi, il Signore è vicino”: rallegratevi non perché tutto va secondo i vostri desideri e attese, ma perché il Signore è vicino e la nostra gioia è Lui. Di più, non solo è vicino, ma è in mezzo a noi, è il Dio con noi!
Tutto questo non è in contrasto con quello che stiamo vivendo, anzi!
Proprio perché la situazione sembra volerci rubare la serenità e potrebbe farlo, è la Parola a ricordarci che, da battezzati, siamo chiamati a fidarci di Dio, a contare sul Suo aiuto, sulla Sua presenza provvidente.
Dice uno scrittore italiano cattolico dell’Ottocento, Alessandro Manzoni, nel suo romanzo “I Promessi Sposi” che Dio “non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande” (cap. VIII) e lo afferma quando ancora le vicende dei suoi personaggi sono all’inizio, in una condizione di grande incertezza per il futuro.
Più autorevolmente il 6 dicembre al termine dell’Angelus, Papa Francesco ha detto: “Come vedete, nella Piazza è stato innalzato l’albero di Natale e il presepe è in allestimento. In questi giorni, anche in tante case vengono preparati questi due segni natalizi, per la gioia dei bambini… e anche dei grandi! Sono segni di speranza, specialmente in questo tempo difficile. Facciamo in modo di non fermarci al segno, ma di andare al significato, cioè a Gesù, all’amore di Dio che Lui ci ha rivelato, andare alla bontà infinita che ha fatto risplendere sul mondo. Non c’è pandemia, non c’è crisi che possa spegnere questa luce. Lasciamola entrare nel nostro cuore, e tendiamo la mano a chi ha più bisogno. Così Dio nascerà nuovamente in noi e in mezzo a noi” (Angelus, 6 dicembre 2020).
La virtù di Natale: la speranza
Il brano di Isaia, la prima lettura di questa domenica (61,1-2.10-11), elenca i segni del Regno che viene, i segni che si sono realizzati in Gesù di Nazareth e, di conseguenza, esorta alla gioia: “Rallegrati, Gerusalemme…”.
Il tempo di Avvento che stiamo vivendo, in questo 2020, deve aiutarci a discernere nella realtà questi stessi segni e a farcene, in qualche misura portatori, perché, attraverso di essi, i nostri fratelli e sorelle, soprattutto i/le giovani possano riconoscere la venuta del Salvatore.
Infatti, se c’è una virtù propria del tempo di Avvento, sempre, ma quest’anno in particolare, è la speranza.
Peguy la definisce la “virtù bambina”, tale da stupire perfino Dio che l’ha creata: “Ma la speranza, dice Dio, ecco quello che mi stupisce. […]. La Fede è una Sposa fedele. La Carità è una Madre. La Speranza è una bambina da nulla. Che è venuta al mondo il giorno di Natale dell’anno scorso. […] Eppure è questa bambina che traverserà i mondi. Questa bambina da nulla. Lei sola, portando le altre, che traverserà i mondi compiuti”.
E aggiunge che senza di lei non potrebbero esserci neppure le sue sorelle maggiori, la Fede e la Speranza, “perché la Fede non vede che quello che è. E lei vede quello che sarà. La Carità non ama che quello che è. E lei, lei ama quello che sarà”.
Speranza e “sogno”
Questo sguardo capace di andare al di là dell’ora presente e di vedere il sorgere di un’alba nuova è proprio del cristiano, ancor più deve esserlo del salesiano/a per il dono carismatico ricevuto.
Se don Bosco si fosse limitato a guardare solo al presente, si sarebbe facilmente scoraggiato e non sarebbe diventato il padre della nostra grande famiglia… ma i suoi occhi penetravano “oltre”, nel progetto di Dio, e, con la mano nella mano di Maria, è andato avanti con coraggio, con perseveranza, cercando sempre quello che poteva permettergli di lavorare per il bene dei giovani, soprattutto dei più poveri.
È con questa fiducia assoluta che è riuscito a dare inizio all’immensa opera salesiana!
La speranza è la virtù che ci rende possibile sognare.
È arrivato in libreria da poco (il 1° dicembre) un libro scritto da Papa Francesco insieme con un famoso vaticanista inglese, Austen Ivereigh, che già nel titolo coniuga sogno e futuro: “Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore” (Piemme, 2020).
Fedele al titolo che chiama ad un ritorno alla speranza e al sogno, il Papa dà alcune preziose indicazioni perché il tempo che stiamo vivendo e quello che verrà siano veramente carichi di frutti.
Prende lo spunto, pur arricchendolo, da un versetto di Isaia (1,18): “vieni e discutiamo”. Mettiamoci a sognare, aggiunge
Sembra un appello fatto apposta per risuonare alle nostre orecchie di figlie di sognatori!
Quando don Bosco sognava case, cortili, scuola e chiesa e ne parlava, non c’era nulla che potesse farne prevedere l’effettiva costruzione, tanto da farlo considerare pazzo.
Quando, in occasione dell’epidemia di colera a Torino, assicurò ai suoi ragazzi che nessuno di loro si sarebbe ammalato, se fossero vissuti in grazia di Dio, non aveva alcuna certezza “scientifica” da far valere.
Quando vide dei personaggi strani chini su Giovanni Cagliero morente, non sapeva che sarebbe diventato il missionario della Patagonia e vescovo.
Quando Maria Domenica “vide” il grande fabbricato di Borgoalto con le ragazze e sentì la voce che le diceva “A te le affido!”, non c’era nulla che potesse far prevedere neppure la nascita di un educandato femminile, né un cambiamento della sua condizione di contadina; non conosceva ancora don Bosco e, forse, non ne aveva nemmeno sentito parlare.
Il “sogno salesiano” non nasce dalla fantasia delle singole e neppure della comunità. E’ il frutto di una vita di fede, capace di squarciare il velo del futuro, anche in modo sorprendente… Pensate a sr. Maria Romero con la sua fiducia in Maria Ausiliatrice, a sr. Eusebia Palomino che poté predire la guerra civile spagnola e il martirio della sua direttrice, sr. Carmen Martin Moreno…
Un sogno e una speranzaoperosi, impegnati a farci portatori/portatrici di speranza per tutto il mondo.
Educare alla speranza
Non meriteremmo di essere figli e figlie di don Bosco e di madre Mazzarello se ci lasciassimo prendere dallo scoraggiamento, non solo per i guasti della pandemia, ma anche per tutto quello che sembra ostacolare il Regno, il bene del mondo giovanile e di tutta la società.
Anzi, più vediamo ostacoli e pericoli, più siamo chiamati a rimboccarci le maniche, ciascuno/a là dove il Signore ci ha posti a vivere, secondo la nostra vocazione, per lasciare almeno un segno della salvezza che Gesù continuamente viene a portare.
Il segno più bello che ci è chiesto è quello dell’educare alla speranza il mondo giovanile. Non per nulla la Strenna del Rettor Maggiore per il 2021 parla di speranza: “Mossi dalla speranza. Ecco io faccio nuove tutte le cose”, invitandoci così ad una speranza per noi e per i/le giovani che non è semplice ottimismo, attesa che le cose cambino, ma fiducia nel Dio che ha il potere di “fare nuove tutte le cose” a partire dal nostro cuore.
Se Dio fa nuove tutte le cose, se Gesù viene, rispondendo alla nostra invocazione “Maranathà”, non è possibile restare nella tristezza, coltivare abbattimento e delusione… una luce viene ad illuminarci, un abbraccio ci fa sentire amati e protetti.
EE.AA e FMA
Incontrarvi è per me, come per tutte le FMA, sperimentare ancora una volta i legami che ci uniscono più particolarmente che con gli altri gruppi di Famiglia Salesiana.
È una relazione di maternità/filialità che esprime veramente la pienezza dell’ “A te le affido”. Un messaggio che anche voi, ormai adulte, avete lasciato risuonare in cuore, dopo averlo respirato nelle nostre case, e che condividete guardando le giovani generazioni, nella famiglia, nella società, nella Chiesa, nei vostri luoghi di lavoro e di servizio pastorale.
Maria Ausiliatrice continua ad affidarci chi cresce perché insieme, FMA ed EEAA, coltiviamo la loro speranza, la loro capacità di sognare un futuro “nuovo”, diverso, migliore.
Chiediamo a Maria di insegnarci ad accogliere Suo figlio nella nostra vita, a lasciarci riempire da Lui, dalla Sua grazia per portarlo, anche nascosto, come lo era nel Suo grembo, a santificare questo nostro mondo.
Ci saranno tante Elisabetta che ne riconosceranno la presenza e loderanno Dio per questo, ci saranno tanti Giovanni che sobbalzeranno di gioia nel grembo dei loro timori e delle loro attese, perché scopriranno nel Bambino che vive in noi la salvezza desiderata!
Don Bosco e madre Mazzarello ci aiutino a preparare la strada al Signore, sgombrandola di tutto ciò che può ritardarne la venuta, rallentare il nostro passo verso Betlemme, a riconoscere la Stella che sempre ci porta ad incontrare il Dono del Padre!