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Una riflessione personale

«Le mani nel mondo,
le radici nel cuore»

L’identità dell’Exallieva oggi

Una riflessione alla luce della sapienza mornesina, del magistero dell’Istituto FMA e dei documenti della Chiesa

Dalila Maria Virzì — Presidente FSP «Madre Morano»

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Verrà un tempo, in cui le nostre carissime exallieve saranno le Figlie di Maria Ausiliatrice operanti nel mondo, perché chiamate ad essere direttamente corresponsabili nelle nostre opere.Madre Eulalia Bosco, FMA, pronipote di Don Bosco (1934)

Una domanda vocazionale

Non nostalgia, ma vocazione

Chiedersi come si possa essere Exallieve oggi non è memoria affettiva: è una domanda vocazionale. Il prefisso «Ex» non indica una condizione cessata ma, nelle parole di don Egidio Viganò, «l’assimilazione di tanti valori educativi» e la loro maturazione lungo la vita. La domanda si rovescia: non «che cosa ho ricevuto», ma «che cosa sono chiamata a diventare». E la risposta ha bisogno di radici: occorre tornare alla sorgente — Mornese — e alla sapienza di Maria Domenica Mazzarello. Perché essere Exallieve, prima che un programma di attività, è una qualità dell’essere: non si testimonia ciò che non si è anzitutto diventati.

La sapienza mornesina

Quattro pilastri per un’identità laicale

Dalle Lettere di Maria Domenica Mazzarello emergono quattro pilastri, perfettamente traducibili per un laico di oggi.

1. La semplicità del cuore

La chiave — la individua Anselm Grün — è la semplicità del cuore: un cuore unificato, uno con Dio e perciò uno con sé stesso e con gli altri, che vede le cose come sono senza proiettare le proprie zone d’ombra. Non è svalutazione di sé: quando Maria invita a «calpestare l’amor proprio» predica la libertà interiore, la distanza sana dal proprio ego. È la via, non la negazione, della dignità.

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Procurate di praticare le virtù, ma proprio col cuore, più ancora che cogli atti esterni.

— Maria D. Mazzarello, dalle Lettere

Questa semplicità mi chiede di vedere le persone come sono — anche quelle da cui mi sento delusa — senza trasformare il giudizio critico sulle strutture in disprezzo verso i volti. È una disciplina interiore che mi custodisce dalla tentazione di avere ragione troppo in fretta.

2. La gioia come libertà

«Siate allegre!» è il ritornello più insistente dell’epistolario. Ma l’allegria mazzarelliana non è indole naturale: è conquista spirituale, frutto della semplicità del cuore e della libertà dalle cose del mondo. La gioia diventa il segno visibile di un cuore che ama davvero il Signore — una teologia della gioia, non un obbligo di buonumore.

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Fatevi coraggio, state allegre; con Gesù i pesi diventeranno leggeri, le fatiche soavi, le spine si convertiranno in dolcezze.

— Maria D. Mazzarello, dalle Lettere

3. Il «prendersi cura» come modo di essere

Il prendersi cura — nota Piera Cavaglià — «viene prima degli atti di cura; più che un’attività, è un modo di essere». Non è un ruolo professionale né un compito riservato alle consacrate: è la forma concreta dell’amore laicale nel quotidiano — in famiglia, nel lavoro, nella scuola, nel territorio. È, letteralmente, avere «le mani nel mondo» perché si hanno «le radici nel cuore».

4. Lo spirito di famiglia

Non una virtù individuale ma un clima. Don Bosco e Maria Mazzarello chiamarono sempre le loro opere «casa», non «collegio». È un dato che parla all’Exallieva di oggi: dove le comunità FMA non sono più presenti, il compito non è amministrare una struttura, ma ricreare casa — un ambiente di fiducia, accoglienza e gioia. Le prime suore lo ricordavano così: «Quando entrai nell’Istituto ebbi l’impressione di entrare in una famiglia». Come ha ricordato Papa Francesco nel 2021, dallo spirito di famiglia di Mornese nasce la capacità di valorizzare le differenze come ricchezza.

Il fondamento carismatico

Mazzarello, donna laica

La fase decisiva della formazione spirituale di Maria fu essa stessa laicale: nella cascina della Valponasca, giovane contadina, imparò a pregare tra le viti e si consacrò con un voto privato di castità; aderรฌ poi alla Pia Unione delle Figlie di Maria Immacolata — associazione di laiche, promossa a Mornese da don Domenico Pestarino insieme ad Angela Maccagno. Prima di essere fondatrice religiosa, Maria fu una laica del territorio, liberamente associata. E la sua obbedienza non fu mai servile: pur riconoscendo la guida di Don Bosco, ella «influisce dal basso», esprime il proprio parere con sicurezza e distacco. Un modello di corresponsabilità che nasce dal cuore del carisma, non da una concessione tardiva.

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Adesso io le dirò le difficoltà che provo… se poi Lei mi dirà di mandarla ugualmente, allora io la manderò.

— Maria D. Mazzarello, dalle Lettere

Qui la mia fatica trova la sua misura. Non mi è chiesto di tacere ciò che vedo, né di adeguarmi a modelli che sento chiusi; mi è chiesto di dirlo come Maria diceva le sue «difficoltà»: con sicurezza e distacco, senza rompere la comunione. La mia rivendicazione di donna non è estranea al carisma: è già scritta in questa obbedienza che «influisce dal basso» e resta libera.

La ricerca recente dà a tutto questo un nome attuale: stile sinodale. Suor Eliane Anschau Petri mostra come Maria Domenica animasse la casa «senza far pesare la sua autorità», promuovendo le persone e la partecipazione, in una leadership generativa che non trattiene ma genera — «una forza promotrice per altri leader». È ciò a cui l’Exallieva è chiamata: non destinataria passiva del carisma, ma sua generatrice.

Il magistero e la Chiesa

Non collaboratrici, ma corresponsabili

Madre Chiara Cazzuola ricorda che il carisma pone al centro «i laici corresponsabili della missione»: non collaboratori ausiliari. Il quadro normativo lo conferma: le Costituzioni FMA (art. 74) stabiliscono che «per l’educazione ricevuta le exallieve appartengono ufficialmente alla Famiglia Salesiana», e il Regolamento (art. 68) affida a tutta la comunità l’animazione della vita associativa. Nel 2021 la Confederazione ha assunto il nome di Confederazione Mondiale Mornese, «per valorizzare la figura di Maria Domenica Mazzarello, donna laica impegnata sul territorio».

Convocando il Capitolo Generale XXV (Circolare 1056, 2026), la Madre ha reso la sinodalità una scelta programmatica: occorre «passare dal considerare i laici come semplici collaboratori alla convinzione che tutti siamo chiamati a vivere la missione in virtù del dono della consacrazione battesimale». Non collaborazione, dunque, ma «una vera condivisione dello stesso carisma e della stessa missione». È la fondazione più recente della tesi di questa riflessione: l’Exallieva non è collaboratrice ausiliaria delle FMA, ma custode e portatrice dello stesso carisma, secondo la propria vocazione laicale. Il fondamento ultimo è la dignità battesimale — non un incarico ricevuto dalle FMA. La stessa Circolare riconosce in Maria Domenica «uno stile di animazione e di governo generativo di vita», che chiede di «passare dal fare per al camminare con»: un’autorità «che sappia responsabilizzare e potenziare, esercitata come servizio alla comunione».

Sullo sfondo, la Chiesa universale: la Christifideles laici, il Concilio con la sua «pluralità di ministeri e unità di missione», il Sinodo sulla sinodalità (2024). E la Carta della Missione della Famiglia Salesiana tiene insieme autonomia e corresponsabilità, comunione e originalità.

Va colta una sincronia provvidenziale: il CG XXV si aprirà a Roma nel settembre 2027 con gli Esercizi a Mornese, e nello stesso 2027 la Confederazione celebrerà la propria Assemblea Elettiva. Due cammini che convergono nell’unico tema: ravvivare la passione missionaria dell’identità carismatica. La Madre chiede espressamente che nella preparazione capitolare siano coinvolti «altri gruppi della Famiglia salesiana»: un invito che riguarda direttamente le Exallieve, non spettatrici ma parte attiva del discernimento.

Una richiesta al discernimento

Investire sulla formazione della leadership laica

Chiedo, con franchezza filiale, che la Congregazione e la Confederazione riconoscano come propria responsabilità l’investimento di tempo, risorse e figure qualificate nella formazione della leadership laica. Dove questo investimento manca, i laici corresponsabili restano soli nel proprio cammino — e il carisma perde una delle sue vie di trasmissione. Desidero apprendere e confrontarmi con religiose che uniscano l’autenticità della vocazione a una solida cultura: non come privilegio, ma come condizione ordinaria di una corresponsabilità matura.

Non è una critica alle persone, ma un appello alle strutture. La stessa Circolare 1056 chiede di «passare dal fare per al camminare con»: e non si potenzia chi non si forma. Riconoscere questo investimento sarebbe uno dei frutti più concreti del cammino verso il 2027.

Una via da percorrere

Quattro impegni simultanei

La via per essere Exallieve oggi si fonda su quattro impegni non successivi ma simultanei. Radicamento: tornare alle fonti come alimentazione, non come nostalgia. Corresponsabilità laicale matura: dove le FMA si ritirano, l’Exallieva non sostituisce la suora, ma continua il carisma con autonomia laicale. Presenza trasformatrice nel territorio: le «mani nel mondo» come lievito, accanto ai giovani, alle donne, ai più poveri, con quelle «piccole luci» di cui parlava Madre Antonia Colombo. La fecondità della fragilità: come per Maria, il limite non squalifica dalla missione, la rende autentica e la consegna a Dio.

È l’impegno che mi costa di più e insieme mi libera. La tentazione, quando il confronto delude, è di andarsene. Ma il carisma mornesino non mi è concesso né revocato dalla qualità delle persone che incontro: lo porto dentro, ne sono «custode e portatrice». La fragilità non è la fine della vocazione: può esserne la soglia feconda.

Conclusione

Diventare ciò che si è

La santità laicale non si costruisce con performance, ma diventando semplici di cuore — liberi, allegri, capaci di prendersi cura — nell’ordinarietà del proprio territorio. Essere Exallieva non è un titolo ereditato ma una vocazione da assumere: diventare ciò che già si è. Custodire le radici perché le mani possano toccare il mondo. Il Capitolo Generale XXV colloca tutto sotto le Beatitudini: «Beati voi…», tra cui i «santi della porta accanto». L’Exallieva è chiamata a essere uno di quei volti: non un’eroina, ma una discepola-missionaria felice, con le mani nel mondo e le radici nel cuore.

Desidero crescere — spiritualmente, teologicamente, culturalmente — e ho bisogno di confronto reale: non come lusso personale, ma come ossigeno della mia vocazione. E chiedo di essere ascoltata, perché questa esigenza non riguarda me soltanto, ma l’esistenza futura della nostra Associazione. Un’appartenenza che non fa crescere le proprie competenze è destinata a spegnersi; una che le coltiva diventa lievito. È in questa ricerca ostinata e fiduciosa che riconosco, oggi, la forma più mia di essere exallieva.

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Diventa semplice! Confida nell’amore! Non è così complicato come tu pensi. Ama semplicemente e sii allegra!

— dalla lettura contemplativa delle Lettere di M. D. Mazzarello

Nota sulle fonti

Fonti mazzarelliane e studi su Mornese (P. Cavaglià – M. E. Posada, La sapienza della vita, con contributi di A. Grün, P. Cavaglià, G. P. Di Nicola; studi di E. Anschau Petri); magistero dell’Istituto (Madre C. Cazzuola, Circolari 1056, 1020, 1031); documenti dell’Associazione (Documento Identitario 2021; Statuto confederale) e della Chiesa (Christifideles laici; Lumen gentium; Documento finale del Sinodo 2024; can. 677 CIC; Carta della Missione FS). Alcune citazioni sono parafrasate.

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Due donne, un carisma

La Famiglia Salesiana protagonista tra le Nazioni Unite e il Vaticano

Nel giro di pochi giorni, due notizie hanno attraversato il mondo salesiano e quello ecclesiale, unite da un filo che vale la pena raccontare insieme: una laica salesiana cooperatrice nominata per la prima volta alla guida della rappresentanza dei Salesiani di Don Bosco presso le Nazioni Unite a New York, e una Figlia di Maria Ausiliatrice chiamata da Papa Leone XIV a guidare un Dicastero della Curia Romana. Due donne, due incarichi diversi per natura e collocazione, ma appartenenti alla stessa grande famiglia carismatica nata dal sogno di Don Bosco: quella di mettersi al servizio degli ultimi, dei giovani, dei piรน vulnerabili.

New York: Angelica “Vivi” Iglesias, prima laica alla guida dell’advocacy salesiana all’ONU

In continuitร  con l’impegno della Congregazione Salesiana nell’advocacy a favore dei giovani piรน poveri e vulnerabili, la Sig.ra Angelica “Vivi” Iglesias รจ stata nominata prima laica a ricoprire l’incarico di Rappresentante Principale dei Salesiani di Don Bosco presso le Nazioni Unite a New York. Succede a una linea di sacerdoti che negli anni hanno consolidato questa presenza: don Mathew Thomas Panamkattu, don Thomas Pallithanam e don Thomas Brennan.

Salesiana Cooperatrice, Iglesias porta con sรฉ un’esperienza maturata sul campo: anni di collaborazione con i Catholic Relief Services nell’accompagnamento di partner locali e nel coordinamento di campagne di advocacy, oltre al servizio precedente presso la Diocesi di St. Petersburg (Florida), dove si รจ occupata di pastorale ispanica e supporto alla leadership diocesana. Entrerร  a far parte del Team centrale di Advocacy del Settore per la Pastorale Giovanile, guidato dal Consigliere Generale Don Rafael Bejarano, operando attraverso la Procura Missionaria salesiana di New Rochelle (Salesian Missions), diretta da Don Michael Conway.

Il suo compito sarร  costruire relazioni istituzionali, tessere reti, monitorare e documentare le attivitร , assicurando che la voce salesiana continui a farsi sentire nei luoghi dove si decidono le politiche internazionali su povertร , migrazione, istruzione ed esclusione sociale โ€” nell’ambito di una presenza che comprende anche le sedi ONU di Ginevra, Vienna e Nairobi, oltre a Bruxelles e all’UNESCO di Parigi.

Roma: Suor Alessandra Smerilli, terza donna alla guida di un Dicastero vaticano

Quasi in parallelo, il 30 giugno 2026 Papa Leone XIV ha nominato Suor Alessandra Smerilli, Figlia di Maria Ausiliatrice, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, incarico che assumerร  ufficialmente dal 1ยฐ settembre 2026. Succede al Cardinale Michael Czerny, che ha guidato il Dicastero dal 2022. Insieme a lei sono stati nominati il Cardinale Fabio Baggio come Pro-Prefetto โ€” con un incarico speciale per il Centro di Alta Formazione “Laudato si'” โ€” e Monsignor Jozef Barlaลก come nuovo Segretario.

Economista, originaria di Vasto, laureata a Roma Tre e con un dottorato in Economics conseguito nel Regno Unito, Suor Smerilli รจ salesiana dal 1997 e da anni impegnata sui temi della giustizia sociale e dell’economia civile. Era giร  Segretario dello stesso Dicastero dal 2022, dopo essere stata Sotto-Segretario dal 2021 su nomina di Papa Francesco. La sua nomina la rende la terza donna a guidare un Dicastero della Curia Romana, dopo Suor Simona Brambilla (Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata, dal gennaio 2025) e, nell’ambito dello stesso pontificato di Leone XIV, dopo la nomina della laica Montse Alvarado al Dicastero per la Comunicazione. Il Dicastero che ora guiderร  si occupa di sviluppo umano, giustizia, migranti, disarmo, ambiente e โ€” sempre piรน โ€” delle sfide poste dall’intelligenza artificiale, tema al centro della prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas.

Un unico filo: la Famiglia Salesiana e il volto femminile della missione

Che cosa unisce, allora, una salesiana cooperatrice che entra nel palazzo di vetro dell’ONU e una Figlia di Maria Ausiliatrice che varca le porte della Curia Romana? Non รจ soltanto la coincidenza temporale, ma un segno piรน ampio: la Famiglia Salesiana โ€” nelle sue diverse componenti, laicali e consacrate โ€” sta esprimendo con sempre maggiore naturalezza una leadership femminile radicata nel carisma di Don Bosco, quello stesso carisma che mette al centro i giovani, i poveri e gli ultimi.

Da un lato Iglesias porta la concretezza dell’advocacy sul campo, l’esperienza del lavoro con le comunitร  e la capacitร  di costruire ponti istituzionali โ€” competenze maturate fuori dagli ambienti ecclesiastici tradizionali, nel mondo del no-profit cattolico americano. Dall’altro Smerilli porta il rigore dell’economista e la lunga esperienza di governo interno alla Curia, in un ruolo che affronta questioni di giustizia globale a livello sistemico.

Sono due strade diverse โ€” una nella diplomazia internazionale, l’altra nel governo ecclesiale โ€” che convergono perรฒ sullo stesso obiettivo: dare voce e sostanza operativa a un impegno che Don Bosco avrebbe riconosciuto come proprio, quello per lo sviluppo integrale della persona, specialmente dei piรน fragili. Due nomine che, lette insieme, raccontano una Famiglia Salesiana capace di rinnovarsi affidando responsabilitร  sempre piรน alte alle donne che ne fanno parte, laiche e consacrate, ciascuna con i propri talenti al servizio della stessa missione.

Ci sia infine consentita una nota che non spegne la gioia, ma la rende piรน consapevole, e che raccogliamo con gratitudine da un autorevole studioso. Non possiamo che rallegrarci per queste due nomine che riguardano da vicino la famiglia salesiana, rese possibili dalla riforma della Curia avviata da Papa Francesco e portate a compimento da Papa Leone XIV. E tuttavia โ€” come mi ha fatto notare un eminente professore, salesiano, docente di Letteratura cristiana antica latina e giร  Decano della Facoltร  di Lettere Cristiane e Classiche presso l’Universitร  Pontificia Salesiana โ€” proprio questi passi in avanti riportano alla luce una questione ancora aperta nella teologia e nella prassi.

Con la Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium (2022), Papa Francesco ha stabilito che qualsiasi fedele, uomo o donna, possa guidare Dicasteri od organismi della Curia Romana, in quanto la potestร  di governo si riceve tramite il mandato pontificio e non necessariamente attraverso l’ordinazione episcopale o presbiterale. รˆ una svolta che rende possibili nomine come quelle che qui celebriamo, ma che si pone in tensione con la decisione e la prassi di Papa Giovanni XXIII, il quale aveva stabilito che, qualora fosse stato eletto Pontefice un laico, questi avrebbe dovuto essere consacrato immediatamente vescovo prima di esercitare la potestร  di governo nella Chiesa: segno di quanto strettamente, nella tradizione, il governo ecclesiale fosse legato all’ordine sacro.

Una questione che, secondo l’osservazione del professore, potrebbe suscitare ulteriori riflessioni โ€” anche in campo liturgico e dogmatico โ€” pur restando fermo quanto definito dal Concilio Vaticano I circa l’infallibilitร  dei pronunciamenti pontifici, che valgono ex sese, non autem ex consensu Ecclesiae, per autoritร  propria e non per il consenso della Chiesa. Un richiamo che non toglie nulla alla gioia per queste nomine, ma invita a custodirne anche la profonditร  dottrinale.

Fonti: ANS โ€“ Agenzia iNfo Salesiana; Sala Stampa della Santa Sede; Vatican News; Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium (2022); Concilio Vaticano I, Costituzione dogmatica Pastor Aeternus (1870).

Con i piedi per terra e il cuore a Mornese

ยซCostruiamo insieme oggi il nostro futuroยป

Matera, 12โ€“14 giugno 2026

Matera sa guardare lontano. I suoi Sassi โ€” scavati nella roccia, abitati per millenni, poi abbandonati e infine riscoperti come patrimonio dell’umanitร  โ€” raccontano che nulla di ciรฒ che ha radici profonde muore davvero: cambia forma, trova nuove vie, continua a vivere. Non poteva esserci cornice piรน adatta per i Tre Giorni per i Responsabili, promossi dall’Associazione Mornese Italia ETS โ€” Laici Exallieve/i in rete con le FMA nel Mondo โ€” che dal 12 al 14 giugno 2026 ha riunito presso la Casa per ferie Sant’Anna i responsabili delle Unioni e delle Federazioni da tutta Italia, attorno a un unico obiettivo: Costruiamo insieme oggi il nostro futuro.

Un titolo che non รจ solo uno slogan. รˆ una scelta di metodo: non un convegno in cui si ascolta, ma un laboratorio in cui ci si mette in gioco. Non una celebrazione del passato, ma un cantiere aperto sul futuro โ€” con le stesse radici salesiane di sempre e strumenti nuovi per i tempi che cambiano.

12 giugno ยท Costruiamo insieme

I partecipanti sono arrivati nel pomeriggio, accolti dai Sassi illuminati dal tramonto. Dopo i saluti e la sistemazione, i lavori sono entrati subito nel vivo con la sessione ยซMettiamoci in giocoยป, guidata da Luca Utili, esperto di dinamiche di gruppo.

Il tono scelto fin dall’inizio รจ stato quello della concretezza: niente teoria astratta, ma strumenti da portare a casa. Utili ha proposto ai partecipanti un’attivitร  pratica โ€” la costruzione cooperativa di cinque quadrati uguali, con regole precise e in silenzio โ€” per far emergere dal vivo le dinamiche che ogni gruppo associativo conosce bene: chi trattiene le risorse, chi aspetta, chi guida senza imporsi, chi si accorge del bisogno dell’altro. La riflessione che ne รจ seguita ha toccato i nodi profondi della vita associativa: l’interdipendenza positiva e negativa, i bisogni impliciti dei membri, il peso delle regole non dette sulla cultura del gruppo. La serata, dopo i Vespri e la cena, รจ rimasta libera: Matera di notte, con i suoi vicoli e le sue luci, ha fatto il resto.

13 giugno ยท Cosa serve? Bastano le mani?

La giornata piรน densa ha preso avvio con la relazione di Sr. Maria Ausilia De Siena, Consigliera Generale per la Comunicazione Sociale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sul tema ยซCosa serve? Il leader che genera un gruppo associativoยป. Calabrese di Petrizzi, Sr. Ausilia ha vissuto fin dall’infanzia la proposta educativa salesiana: ha iniziato la sua esperienza come FMA a Soverato come insegnante di musica e animatrice dell’oratorio, รจ stata per 12 anni Consigliera Ispettoriale โ€” di cui 8 per la Comunicazione Sociale โ€” Delegata Nazionale CGS, Direttrice della Comunitร  di Soverato e, nel 2021, Ispettrice dell’Ispettoria Meridionale Madonna del Buon Consiglio prima di essere eletta Consigliera Generale. Una figura che conosce dall’interno sia il mondo della comunicazione sia quello dell’educazione salesiana, e che porta in ogni contesto la stessa domanda: come essere presenza profetica oggi?

La domanda di fondo era semplice e diretta: cosa serve, davvero, per guidare un gruppo associativo? La risposta ha smontato subito un equivoco diffuso: il leader non รจ chi comanda, ma chi guida verso un obiettivo comune motivando, coordinando e creando le condizioni perchรฉ ciascuno possa dare il meglio di sรฉ. La distinzione tra leader e manager โ€” figure complementari ma orientate diversamente โ€” ha mostrato come la leadership autentica si fondi su autorevolezza, fiducia e carisma personale, e punti allo sviluppo del potenziale umano nel lungo termine, non al controllo gerarchico nel breve.

Ampio spazio รจ stato dedicato alle resistenze โ€” l’ansia, l’inerzia, il ยซsi รจ sempre fatto cosรฌยป โ€” con strumenti concreti per riconoscerle e gestirle: spiegare i motivi del cambiamento, coinvolgere le persone nelle decisioni, far emergere le preoccupazioni prima che diventino boicottaggio silenzioso. Il cuore della relazione ha delineato il ruolo del leader secondo sei dimensioni: definire una visione, motivare il gruppo, prendere decisioni, gestire i conflitti, testimoniare con coerenza, favorire la collaborazione. Una prospettiva evangelica ha illuminato tutto: richiamando Mc 10,42โ€“45, Sr. Ausilia ha ricordato che ยซl’autoritร  autentica non produce ammiratori, ma persone che scoprono la propria dignitร  e vocazioneยป. Don Bosco e Madre Mazzarello ne sono stati proposti come modelli viventi โ€” non figure del passato da ammirare, ma stili di leadership da abitare oggi.

La seconda parte si รจ aperta con una domanda provocatoria: bastano le parole? E con essa l’attivitร  laboratoriale ยซSolo le parole?ยป: attraverso un Padlet condiviso, ogni gruppo ha associato immagini e riflessioni ai sei ยซattrezziยป di una comunicazione che genera coesione โ€” ascolto, chiarezza, rispetto dei ruoli e degli spazi, fiducia che cresce, gestione dei conflitti, ricerca di soluzioni. Le risposte, spontanee e profonde, hanno restituito una fotografia inaspettatamente ricca: ยซl’ascolto รจ cura verso l’altro, รจ discernimentoยป; ยซla semplicitร  di un cuore che parla senza maschereยป; ยซequidistanza ed equivicinanzaยป; ยซtrasformare il conflitto in opportunitร ยป. La conclusione di Sr. Ausilia ha fissato un punto fermo: per comunicare bene e creare coesione servono competenze piรน relazionali che tecniche. Non basta parlare con chiarezza โ€” รจ essenziale considerare come si sentono le persone quando interagiscono. Non bastano le mani.

Nel pomeriggio il lavoro si รจ fatto ancora piรน concreto. I tre casi studio erano stati costruiti da autori diversi con competenze complementari. Alessandro Catalano ha curato ยซContinuitร  della presenza salesiana dopo la chiusura della comunitร  FMAยป: uno scenario concreto in cui un immobile comunale, novant’anni di storia salesiana e una rete di soggetti locali โ€” Associazione Mornese, Salesiani Cooperatori, Parrocchia, Comune โ€” sono chiamati a costruire insieme un nuovo Centro Giovanile. Rosanna Iebole e Dalila Maria Virzรฌ hanno invece lavorato rispettivamente su ยซDal buio alla luceยป e ยซUn carisma che resisteยป, portando l’esperienza diretta della transizione al Terzo Settore e la vita quotidiana delle Federazioni. Non esercizi accademici: situazioni reali, riconoscibili, che parlano direttamente all’esperienza di chi era in sala. L’assemblea ยซโ€ฆsi puรฒ fareยป ha chiuso la giornata con le testimonianze dei tre autori, in un crescendo di concretezza e speranza.

Alessandro Catalano โ€” Assistente Sociale abilitato, Salesiano Cooperatore dal 1999, fondatore e Presidente dell’Associazione “Don Bosco e Noi” ONLUS di Satriano, giร  Coordinatore Regionale del Movimento Giovanile Salesiano e responsabile di centri estivi e attivitร  giovanili dal 2000, con una tesi di laurea su ยซIl sistema preventivo e l’educazione dei giovaniยป โ€” ha aperto, restituendo ai partecipanti la lettura di ciรฒ che era emerso dai lavori di gruppo: la capacitร  di progettare, di vedere oltre le difficoltร , di mettersi in gioco da veri leader โ€” con la voce di chi il mondo salesiano lo abita da sempre, sul campo, tra i ragazzi.

Dalila Maria Virzรฌ, Presidente della Federazione Sicula Palermo ยซMadre Moranoยป, ha parlato da una Federazione che abbraccia cinque province โ€” dalla Sicilia centro-occidentale fino al versante tirrenico, con le spoglie della Beata Madre Maddalena Morano custodite ad Alรฌ Terme come radice viva dell’identitร  federale. Tre le cose condivise, maturate sul campo e non dai libri. La prima: guardare con gli occhi della fede cambia la domanda. Non piรน ยซha ancora senso?ยป โ€” che blocca โ€” ma ยซche cosa il Signore ci chiede oggi?ยป โ€” che rimette in cammino. La seconda: il carisma non ha bisogno di mura. Un sito internet aperto giorno e notte con il Rosario salesiano, un gruppo WhatsApp, una telefonata a chi รจ sola: il cortile di Mornese oggi puรฒ essere il pianerottolo di casa, e tutto questo รจ giร  missione โ€” non il ripiego di chi non ha di meglio, ma la forma nuova della stessa fiamma. La terza: il bene che esce di casa rinnova l’associazione e avvicina i giovani. A Natale le Exallieve di Alรฌ Terme sono entrate nel reparto di Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale di Taormina. A Palermo, il 22 maggio, venti ragazzi usciti dall’Istituto Maria Ausiliatrice hanno chiesto spontaneamente di essere riconosciuti come Exallievi โ€” non li avevano cercati, sono venuti loro โ€” e per loro รจ nata la Promessa degli Exallievi Junior, con una madrina tra le associate per ciascuno. ยซSรฌ. Si puรฒ fare. Lo stiamo giร  facendo.ยป

Nel suo intervento Dalila ha citato piรน volte Carolina Fiorica โ€” exallieva, Presidente Confederale Mondiale Emerita, che ha saputo raccontare l’anima dell’associazione in un libro dal titolo che รจ giร  una carezza: ยซDa Mornese, un soffio diโ€ฆ luceยป. Perchรฉ nelle nostre Federazioni e Unioni vivono donne cosรฌ โ€” di fede, di studio, di esperienza, di governo โ€” e il futuro dell’associazione si costruisce anche andando a riprendere questi tesori, coinvolgendoli, ascoltandoli, lasciandoci ancora insegnare.

Ha concluso Rosanna Iebole, Presidente dell’Associazione Mornese Liguria ODV, guidata dallo slogan del proprio quadriennio: ยซSignore, fa’ che io vedaยป (Mc 10,51) โ€” non preghiera intima, ma grido di chi vuole squarciare il velo della cecitร  che confonde la sopravvivenza con la presenza. Ha raccontato il percorso concreto della Liguria: la scelta, ai tempi del Covid, di entrare nel Codice del Terzo Settore; le assemblee online con tutti i presidenti; l’iscrizione al RUNTS nel maggio 2022; i patti di sussidiarietร  regionali; il progetto ยซMissione: AIยป per formare i giovanissimi. E soprattutto Monleone di Cicagna: quando nel 2013 le FMA sono andate via, l’Associazione locale non ha lasciato chiudere l’oratorio nemmeno un giorno โ€” oggi gestisce la struttura a 360 gradi, riconosciuta dalle istituzioni civili e dalla Chiesa come punto di riferimento per tutta la Val Fontanabuona. ยซSi puรฒ fare, perchรฉ in Liguria lo abbiamo fatto davveroยป: non una promessa, una testimonianza. E prima di lasciare la parola, ha consegnato a ciascun partecipante un dono inaspettato: un paio di occhiali a cuore colorati con il sacchettino dell’Associazione Mornese Liguria ODV e la scritta ยซโ€ฆche io vedaยป โ€” il suo slogan diventato per un momento il sigillo di tutta l’assemblea. La serata si รจ conclusa con una visita guidata notturna tra i Sassi: Matera come segno, ancora una volta.

14 giugno ยท Il nostro futuro

L’ultima mattina ha avuto il respiro della sintesi e della consegna. La Santa Messa, celebrata dall’Arcivescovo di Matera-Irsina Mons. Benoni Ambarus, ha dato al percorso il suo fondamento spirituale: non un’appendice devozionale, ma il cuore da cui tutto parte e a cui tutto ritorna.

A seguire, i lavori si sono chiusi con il Documento finale, intitolato ยซCon i piedi per terra e il cuore a Morneseยป โ€” una sintesi corale di ciรฒ che i tre giorni avevano depositato nel cuore di ciascuno.

Il documento muove da una consapevolezza maturata insieme: non bastano le mani โ€” serve una leadership capace di generare comunitร , cosรฌ da vivere autentiche esperienze di comunione. Tre gli impegni assunti collettivamente. Il primo riguarda lo stile della presenza: con lo stile mornesino, facendo tesoro delle buone pratiche, l’Associazione Mornese Italia si impegna a proseguire con creativitร  il servizio ai fragili, agli ultimi e soprattutto ai giovani, sviluppando nelle responsabili a tutti i livelli le doti di ascolto, chiarezza, rispetto dei ruoli e fiducia necessarie a gestire i conflitti cercando soluzioni. Il secondo riguarda il lavorare insieme: un responsabile associativo รจ capace di rendere tutti nel proprio gruppo persone straordinarie โ€” una straordinarietร  che รจ caratteristica della salesianitร  mornesina. Sull’esempio di Don Bosco e Madre Mazzarello, l’impegno รจ costruire una visione alta della vita, parlare ai giovani del territorio, fare dei gruppi associativi luoghi di fiducia che testimoniano con accoglienza lo stile mornesino. Il terzo riguarda l’impegno nel territorio: ogni Federazione e Unione puรฒ operare nella propria realtร  guardando i bisogni reali, leggendoli alla luce del Vangelo, per attuare la missione nel rispetto del carisma che distingue l’Associazione.

Il documento si รจ chiuso con il titolo ยซEd ora eccomi!ยป โ€” e ciascun partecipante ha incollato il proprio post-it con la frase di impegno personale. Una parola in prima persona, assunta davanti a tutti, da portare a casa.


Una parola per ripartire

Trent’anni fa il Signore ci chiedeva di custodire. Oggi ci chiede di costruire, con le stesse radici e con strumenti nuovi. Matera lo ha detto con i suoi Sassi: nulla di ciรฒ che ha vita dentro di sรฉ rimane davvero sepolto.

Portate con voi una sola domanda, quella con cui si รจ chiuso l’incontro: qual รจ la prima cosa nuova che mi impegno a far partire, tornando nella mia Unione o Federazione?

Si puรฒ fare.
Lo stiamo giร  facendo.
E se lo facciamo insieme,

lo faremo bene.

Siete la nostra buona novella

La Promessa degli Exallievi Junior โ€“ 22 maggio 2026

Allโ€™Istituto Maria Ausiliatrice di Palermo-Arenella delle FMA, venti ragazzi hanno finalmente avuto risposta a una richiesta che portavano nel cuore da tempo: essere riconosciuti exallievi. Usciti o in procinto di uscire dalla scuola salesiana, si sentivano giร  parte di quella famiglia. Mancava solo un gesto, una parola, un โ€œsรฌโ€ pronunciato davanti a qualcuno che lo accogliesse.

Il 22 maggio 2026, quel gesto cโ€™รจ stato.

Unโ€™idea che viene dal basso

La richiesta era partita dai ragazzi stessi, con quella semplicitร  disarmante di chi non ha ancora imparato a trattenersi. La direttrice lโ€™aveva raccolta e portata al Consiglio Federale, che si era attivato con entusiasmo per trovare la formula giusta: lโ€™etร  non consente ancora la tessera ufficiale, ma non puรฒ impedire di cominciare il cammino.

Sr. Lucia Siragusa ha pensato a tutto: una promessa adattata allโ€™etร  e alle esigenze dei ragazzi, una tessera creata appositamente per loro, una medaglietta di Maria Ausiliatrice, il Vangelo โ€“ perchรฉ fosse la stella che orienta ogni passo โ€“ e una maglietta con il logo della FSP โ€œMadre Moranoโ€ e la scritta โ€œJunior Exallievi FMAโ€. La Federazione aggiungerร  anche una spilletta con il logo federale.

A rappresentare la Federazione era presente Carolina Fiorica, Presidente Confederale Emerita, inviata con il mandato preciso di presenziare alla Promessa e di accogliere uno per uno i nuovi exallievi junior. Con lei, ogni exallieva adulta dellโ€™Unione Arenella ha ricevuto il nome di un figlioccio: una madrina che non si limita a testimoniare un momento, ma si impegna ad accompagnare il proprio piccolo nel cammino salesiano e nelle attivitร  formative dellโ€™Istituto e della Federazione. Un segnale che questa cosa contava davvero.

Una buona novella

Quando la direttrice ha invitato Carolina a prendere la parola, lei ha condiviso un pensiero nato meditando proprio sul dono che stava per essere consegnato. Il dono era il Vangelo, e pensandoci le era venuta una cosa da dire:

โ€œPensavo a questo dono e mi veniva da dirvi che siete voi la nostra buona novella. Si sente sempre ripetere che i giovani sono il nostro futuro. Per noi, invece, รจ la sacrosanta veritร : per la nostra associazione, in questo momento, siete ossigeno.โ€

La Promessa, dentro la celebrazione

La Promessa si รจ inserita nel cuore della celebrazione eucaristica, alla presenza del sacerdote e dei diaconi. Intorno, tantissima gente: famiglie, educatori, exallieve adulte, la comunitร  salesiana. Un contesto che ha dato peso e respiro al momento.

Promessa dei/delle “Giovani Exallievi/e”

Atto di Consacrazione a Maria Ausiliatrice

I venti ragazzi si sono fatti avanti e hanno letto la Promessa con unโ€™intensitร  che non era scontata. Data la ricchezza degli impegni, Carolina ha proposto di fissarne il cuore in una formula da memorizzare e custodire: buoni cristiani e onesti cittadini. Le parole di Don Bosco, sempre le stesse, sempre nuove.

Le madrine e i doni

Lโ€™abbinamento madrinaโ€“figlioccio รจ stato stabilito a sorte, e questo ha avuto il suo fascino. Qualche exallieva si รจ ritrovata con due piccoli, perchรฉ i venti ragazzi superavano il numero delle associate presenti: non un problema, ma una buona notizia. I giovani, stavolta, erano piรน numerosi degli adulti.

Ciascuna madrina ha poi consegnato al proprio figlioccio i doni pensati per lโ€™occasione: il Vangelo โ€“ โ€œperchรฉ prima di tutto dobbiamo metterlo in praticaโ€ โ€“, la medaglietta di Maria Ausiliatrice, la tessera creata ad hoc e la maglietta. Doni semplici e carichi di significato, per ragazzi che hanno giร  capito molto.

Serietร , gioia e โ€“ giustamente โ€“ confusione

Carolina sottolinea un dettaglio che vale piรน di ogni commento: tutti hanno voluto essere fotografati, con una gioia e unโ€™intensitร  davvero particolari. Alcuni non escono nemmeno questโ€™anno dalla quinta elementare, sono giร  usciti lโ€™anno scorso, eppure hanno chiesto di fare questo cammino. Exallievi per scelta, prima ancora che per uscita.

La celebrazione si รจ chiusa con la benedizione finale del sacerdote, con molta serenitร , molta gioia e โ€“ giustamente โ€“ molta confusione. Quella buona, calda, che cโ€™รจ quando in un posto ci sono tanti ragazzi felici e qualcosa di bello รจ appena iniziato.

Una partenza promettente

Sr. Lucia Siragusa รจ raggiante: i ragazzi avevano spontaneamente presentato la domanda di adesione, e altri stavano ancora arrivando. โ€œLa partenza sembra molto buonaโ€, dice. โ€œSperiamo di riuscire a farla continuare.โ€ Ci uniamo a questa speranza. Quello del 22 maggio รจ un seme piantato con cura, annaffiato dallโ€™entusiasmo dei ragazzi, dalla dedizione della direttrice, dalla disponibilitร  delle madrine e dallโ€™attenzione della Federazione.

Adesso tocca a tutti noi fare in modo che cresca. Perchรฉ quei venti ragazzi non erano solo il futuro dellโ€™associazione: erano giร , in quel momento, la sua piรน bella notizia.

Discernere insieme

Una mattina di riflessione, memoria e spiritualitร 

Assemblea Federazione Sicula Palermo โ€œMadre Moranoโ€
Palermo – Arenella, 19 aprile 2026

Una sola parola, scritta sulla lavagna con gesto deciso, ha fatto da filo conduttore allโ€™Assemblea della Federazione Sicula Palermo โ€œMadre Moranoโ€, riunita il 19 aprile 2026 con le Exallieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice, le Delegate FMA e i rappresentanti dei Consigli dโ€™Unione. A tracciarla รจ stata la Presidente Confederale Mondiale Emerita, Carolina Fiorica, quasi a voler fissare nellโ€™aria e negli occhi di tutte il tema della giornata: discernimento.

Ma prima che quella parola prendesse forma sulla lavagna, lโ€™assemblea si era raccolta in due saluti di apertura che ne hanno preparato il terreno spirituale.

Il saluto della Delegata federale

Ad aprire i lavori รจ stata Suor Giacomina Barresi FMA, Delegata federale, che ha articolato il suo intervento in tre momenti: il saluto, la riflessione, lโ€™augurio.

Ha ringraziato anzitutto la Direttrice Suor Maria Lucia Siragusa e le consorelle della comunitร  ospitante, con particolare riconoscenza alla Delegata Sr. Rosaria Savarino e allโ€™Unione โ€œArenellaโ€ di Palermo per lโ€™accoglienza e lโ€™organizzazione della giornata. Ha rivolto il saluto alla Presidente Dalila Maria Virzรฌ e ai membri del Consiglio Federale, e un riconoscimento speciale a Carolina Fiorica, per aver accettato di guidare la riflessione ยซregalandoci la ricchezza del suo entusiasmo e della sua esperienzaยป. Ha esteso il saluto ai rappresentanti delle Unioni presenti โ€” delegate, presidenti, consiglieri, associati, amici e simpatizzanti โ€” che, come ha detto, ยซspinti dal desiderio di ritrovarci, con fatica siete riusciti ad organizzare il viaggioยป. Ha infine portato i saluti dellโ€™Ispettrice Suor Angela Maria Maccioni, impossibilitata a essere presente, e delle sorelle della sua comunitร  San Giuseppe che, pur attraversando momenti difficili per la salute, si sono unite spiritualmente allโ€™assemblea con la preghiera.

La riflessione di Suor Giacomina si รจ sviluppata attorno a tre fatti ecclesiali di grande rilievo. Il primo รจ la figura di Papa Leone XIV, messaggero di pace e di comunione nel mondo, attualmente impegnato in un viaggio in Africa. Tre parole sintetizzano il suo stile di pontificato: ยซNon ho pauraยป. Suor Giacomina ha ricordato come le Exallieve FMA abbiano giร  espresso al Santo Padre ยซaffetto profondo, filiale, preghiera, vicinanza e sostegno con sincera e fiduciosa comunione spiritualeยป.

Il secondo momento ha riguardato la Festa del Grazie Mondiale 2026 del 26 aprile, dal tema ยซEssere missionari ovunqueยป, che si celebrerร  in Ecuador, nei luoghi in cui Sr. Maria Troncatti โ€” canonizzata a Roma il 19 ottobre 2025 โ€” visse come missionaria intrepida e coraggiosa. La Madre Generale, dallโ€™11 aprile, sta effettuando la visita allโ€™Ispettoria โ€œSacro Cuoreโ€ in Ecuador e la concluderร  il 26 aprile proprio con la Festa del Grazie. Un legame, quello con Sr Maria Troncatti, che sarebbe tornato a farsi sentire anche nelle parole di Carolina Fiorica: un filo provvidenziale che ha attraversato lโ€™intera giornata.

Il terzo riferimento รจ stato il Capitolo Generale XXV (2027), indetto con la Circolare n.ย 1056, dal tema ยซBeati voiโ€ฆ con la forza profetica del carisma, missionarie di comunione insieme ai giovaniยป. Lโ€™obiettivo รจ chiaro, ha sottolineato Suor Giacomina: ravvivare la passione missionaria. Un invito che si intreccia naturalmente con il discernimento vissuto nellโ€™assemblea: riconoscere la propria missione non come compito del passato, ma come vocazione viva nel presente.

Lโ€™augurio conclusivo ha raccolto in poche righe il senso dellโ€™intera giornata: ยซPossiamo riscoprire tutti il senso della nostra missione nella Chiesa e, in risposta agli appelli accorati del Santo Padre, pregare e dare il nostro contributo perchรฉ cessino le guerre, si trovino vie adeguate a un dialogo rispettoso, costruttivo, per una pace vera e duratura per lโ€™intera umanitร .ยป Suor Giacomina ha concluso affidando a Maria, Madre del Risorto, il desiderio di giustizia, di amore e di pace da tutti invocato.

Il saluto della Presidente federale

A seguire ha preso la parola la Presidente della Federazione Sicula Palermo, Dalila Maria Virzรฌ, che ha offerto alle presenti โ€” e, attraverso la lettera inviata ai Consigli dโ€™Unione, anche a chi non aveva potuto essere fisicamente presente โ€” una meditazione articolata attorno alle tre parole del manifesto dellโ€™incontro: riflessione, memoria, spiritualitร .

La riflessione si รจ aperta con uno sguardo onesto sul tempo che la Federazione sta attraversando: le Case che chiudono, le distanze che si fanno piรน difficili da percorrere, il cammino che in certi tratti si fa piรน impegnativo. ยซMa non รจ una colpa, non รจ un fallimentoยป, ha affermato la Presidente: ยซรจ un segno dei tempi che condividiamo con tanta parte della Chiesa e della nostra societร ยป. La vera domanda, allora, non รจ ยซperchรฉ proprio a noi?ยป, ma ยซche cosa il Signore ci chiede oggi, attraverso questa condizione?ยป. Forse โ€” ha suggerito Dalila โ€” una Federazione piรน essenziale, piรน leggera, piรน capillare: meno grandi raduni e piรน piccoli incontri di zona, piรน telefonate, piรน attenzioni reciproche alle exallieve che non possono muoversi, piรน uso sapiente degli strumenti semplici che abbiamo a disposizione. Come Don Bosco, che ยซha sempre riadattato i suoi metodi senza smarrire il da mihi animasยป, anche oggi รจ tempo di avere il suo ยซcoraggio praticoยป.

La memoria รจ stata evocata come memoria grata. Ciascuna Exallieva porta dentro di sรฉ un cortile, il volto di una Suora, una parola detta al momento giusto, una Casa che lโ€™ha accolta da ragazza. Molte di quelle Case oggi non ci sono piรน, e questo addolora. ยซMa le pietre si chiudonoยป, ha affermato la Presidente con chiarezza, ยซla grazia che abbiamo ricevuto resta in noi come mandato. Noi siamo lโ€™archivio vivente di Mornese in Sicilia. Finchรฉ una Exallieva prega, educa, tende la mano a qualcuno, il carisma รจ vivo.ยป E ha richiamato le origini stesse della Congregazione: anche Madre Mazzarello, alle origini, partรฌ da una Casa piccola, povera, dentro un paese che non capiva. ยซLe origini ci legittimano โ€” ha concluso Dalila โ€” non siamo un resto sconfitto, siamo un seme fedele.ยป

La spiritualitร , infine, รจ stata presentata come il luogo dove ogni limite si trasfigura. Lo spirito salesiano-mornesino non ha bisogno di mura per esistere: puรฒ abitare una casa, una stanza, una telefonata a unโ€™exallieva sola, un rosario recitato insieme anche a distanza. ยซIl cortile di Mornese โ€” ha detto Dalila con unโ€™immagine felice โ€” puรฒ diventare oggi il pianerottolo del nostro condominio, la panchina della parrocchia, il gruppo di preghiera della famiglia.ยป E la creativitร  che anima tante iniziative delle Unioni non รจ attivismo: รจ ยซfrutto dello Spirito Santo che, quando le strade si restringono, sempre ne apre di nuoveยป. Anche le fatiche silenziose che ciascuna porta con sรฉ possono diventare preghiera offerta per le FMA di oggi, per le novizie, per le missioni, per i giovani che non conoscono Gesรน. Perchรฉ โ€” ha concluso la Presidente โ€” la passione apostolica non diminuisce con il passare degli anni: semplicemente, cambia forma.

Il paradigma del discernimento: cerno, cernis, creviโ€ฆ

Dopo i saluti di apertura รจ stata la volta di Carolina Fiorica. Il primo gesto รจ stato immediato, essenziale: ha scritto sulla lavagna la parola DISCERNIMENTO, e lโ€™ha lasciata lรฌ, visibile a tutte, come bussola dellโ€™intera riflessione.

Ha percorso quindi la radice latina del termine, declinando il paradigma verbale: cerno, cernis, crevi, cretum, cernฤ•re. Un verbo antico che significa separare, distinguere, setacciare: vedere con precisione ciรฒ che รจ davanti a noi, senza confondere, senza sovrapporre.

E qui รจ arrivato il gesto che nessuna delle presenti dimenticherร  facilmente. Carolina ha mostrato allโ€™assemblea u crivo โ€” il setaccio โ€” uno di quegli strumenti semplici e domestici che molte di noi hanno visto nelle mani delle nostre nonne, e ne ha indicato lโ€™azione con il termine ยซcernereยป: passare al setaccio. Separare la farina dalla crusca, il grano dal loglio, ciรฒ che nutre da ciรฒ che appesantisce. In quellโ€™istante il discernimento smetteva di essere un concetto astratto della spiritualitร  e diventava unโ€™immagine concreta, radicata nella cultura e nella lingua: un atto che le nostre madri e le nostre nonne compivano ogni giorno, senza saperlo, come gesto di sapienza.

A questa immagine Carolina ne ha collegata unโ€™altra, altrettanto evocativa: quella della pietra arrotondata dal mare. Il mare non รจ sempre calmo, nรฉ sempre tempestoso; fa il suo effetto in entrambi i casi, e le pietre che ne emergono sono levigate, lisce. ยซIo mi sento come una pietra arrotondataยป, ha detto. ยซQuanto ha fatto il mare sulla mia persona? E non lo vedo come una cosa brutta, anche se di sofferenza. Anzi, ora mi sento piรน arrotondata.ยป Il discernimento, come il mare, lavora su di noi nel tempo, spesso a nostra insaputa, e il frutto non รจ la durezza ma la levigatura.

La vita come arte del discernimento

Da queste immagini fondative, lโ€™intervento di Carolina si รจ sviluppato come un mosaico di riflessioni legate alla vita concreta delle Exallieve, sempre ricondotte al filo del discernimento come capacitร  di abitare lโ€™ambiguitร  che attraversa lโ€™esistenza.

Ha elencato alcune delle grandi polaritร  che ciascuna si trova a gestire: presenza o assenza, giustizia o misericordia, parola o silenzio, calma o impeto. ยซCโ€™รจ il tempo per ogni cosaยป, ha ricordato evocando il Qoelet. E ha portato lโ€™esempio di Gesรน stesso: nel Tempio ha agito con impeto cacciando i mercanti; in altri momenti ha scelto la mitezza della Domenica delle Palme. ยซFa parte dellโ€™arte di vivereยป, ha concluso.

Il paragone con lโ€™arte รจ tornato anche in chiave pittorica, attraverso una frase di Picasso: ยซImpara le regole come un professionista, poi cancellale come un artista.ยป Cosรฌ nella vita โ€” ha osservato Carolina โ€” si comincia da dilettanti, si diventa professionisti, ma il traguardo piรน alto รจ farsi artisti della vita: coloro che sanno scegliere non per abitudine, ma per discernimento.

Centrale รจ stato il riferimento alla Strenna 2026 del Rettor Maggiore โ€” ยซFate quello che vi dirร ยป. Credenti, liberi per servire โ€” con i suoi quattro verbi che Carolina ha presentato come un metodo concreto di discernimento, applicabile a ogni scelta, grande o piccola: ascoltare, guardare, decidere, scegliere. Un percorso che illumina dallโ€™interno la parola di Maria a Cana: non unโ€™obbedienza cieca, ma la risposta libera e consapevole di chi ha imparato a riconoscere la voce dello Spirito. Un percorso che non รจ riservato alle grandi svolte della vita, ma puรฒ โ€” e deve โ€” abitare le giornate ordinarie.

Carolina ha poi condiviso, con spontanea semplicitร , il racconto della propria motivazione a essere presente. Aveva telefonato a Dalila per dire il proprio sรฌ il 16 febbraio, data della nascita di Sr Maria Troncatti, scoperta quasi per caso leggendo la vita della santa mentre si preparava interiormente allโ€™incontro. Una coincidenza, o uno di quei segni che il discernimento insegna a riconoscere: ยซSe un pensiero รจ suggerito dallo Spirito e deve andare avanti, torna. E lรฌ bisogna essere attenti.ยป Il nome di Sr Maria Troncatti, giร  evocato da Suor Giacomina poco prima, ritornava cosรฌ come filo provvidenziale a cucire insieme i due interventi.

Ha evocato anche la Divina Commedia nel senso di Chiara Lubich: non quella di Dante, ma quella per cui ci si sente fragili, pieni di fallimenti, eppure si parla agli altri di Dio. ยซรˆ come una commediaยป, ha detto, ยซma รจ divina: dunque non si prende in giro nessuno.ยป Il fallimento non รจ la fine. ยซPapa Francesco diceva el fracaso de Dios โ€” il fallimento di Dio. Il crocifisso รจ il fallimento di Dio. Poi cโ€™รจ la Resurrezione. Magari i nostri fallimenti non sembreranno Resurrezioni, ma la vita non รจ statica: รจ dinamica.ยป

A coronamento dellโ€™intervento, Carolina ha distribuito alle presenti le Beatitudini, invitando ciascuna a proclamare la propria, e ha concluso con il Vangelo del giorno โ€” i discepoli di Emmaus โ€” fermandosi sulla domanda: ยซNon ardeva forse in noi il nostro cuore, mentre ci parlava lungo la via?ยป E rivolgendosi allโ€™assemblea: ยซNon arde forse anche in voi il cuore? Per aver incontrato Don Bosco, per aver incontrato Madre Mazzarello, per essere nella Famiglia Salesiana?ยป

La voce delle Exallieve: risonanze e testimonianze

Lโ€™intervento di Carolina ha aperto uno spazio di dialogo vivo. Prima di passare la parola alle Exallieve, la relatrice aveva posto tre domande, chiedendo a ciascuna di sostare in silenzio almeno quaranta secondi prima di rispondere: Perchรฉ sono venuta qui oggi? Cosa mi aspettavo da questo incontro? Abbiamo rispettato la consegna della Presidente โ€” riflessione, memoria, spiritualitร ?

Le risposte hanno rivelato unโ€™assemblea che non era fatta di semplici spettatrici, ma di donne che portano dentro di sรฉ storie lunghe e radici profonde.

Una Exallieva ha riconosciuto con franchezza la difficoltร  di costruire il numero di partecipanti per questi incontri, ma ha subito aggiunto che la prospettiva dellโ€™incontro con Carolina โ€” e lโ€™invito di Dalila e di Suor Rosaria โ€” era stata decisiva: ยซNon si incontra Don Bosco e poi si puรฒ tornare indietro.ยป

Unโ€™altra voce ha ripercorso la storia dellโ€™Unione di Agrigento, riportata in vita dopo la frana del 1966 che aveva costretto le suore ad allontanarsi. Carolina era presente quella sera in cui il parroco annunciรฒ il loro ritorno: aveva una bambina di due mesi, viveva ad Agrigento, e contribuรฌ a costruire il gruppo delle Exallieve in un momento di vero e proprio ricominciare. Nel rievocare quella stagione, lโ€™exallieva ha voluto ricordare con affetto la figura di Sr. Anna Dโ€™Antona, delegata FMA amata e stimata da tutta la comunitร , che non รจ piรน tra noi. Un ricordo accolto dallโ€™assemblea con raccoglimento e gratitudine.

La testimonianza piรน commossa รจ venuta da unโ€™Exallieva che porta con sรฉ quasi settantadue anni di appartenenza: allieva dai sei anni ai diciotto, Exallieva dai diciotto ai settantotto. ยซOggi ho capito che ho bisogno io dellโ€™associazione. Prima pensavo di dare; adesso mi accorgo che ho bisogno di ricevere. Il ritrovarmi in mezzo a voi, il sentire il calore di persone che conosco da una vita โ€” questo ricarica il mio spirito.ยป Mentre Dalila parlava, ha detto, le era scappata qualche lacrimuccia. E ha concluso, con un sorriso pieno: ยซSiamo cresciute tutte, siamo invecchiate, ma siamo ancora qui.ยป

Il mandato รจ stato rispettato?

Alla terza domanda di Carolina โ€” abbiamo rispettato il mandato della Presidente? โ€” รจ stata la stessa Dalila Virzรฌ, interpellata, a rispondere per lโ€™assemblea, con parole misurate e sincere.

ยซSรฌ, รจ stato rispettato. Abbiamo fatto memoria, perchรฉ abbiamo ricordato โ€” anche rievocandoli nella nostra mente โ€” i nostri momenti piรน belli e piรน significativi. Abbiamo riflettuto, perchรฉ il mio saluto e lโ€™intervento di Carolina hanno instillato nellโ€™animo di ciascuna una traccia profonda che ha permesso di capire come vivere il presente e costruire il nostro futuro. E la spiritualitร , che ancora non si รจ completata, si arricchirร  con la partecipazione alla Santa Messa e con la Preghiera di Papa Leone XIV per la pace โ€” perchรฉ siamo in un momento politico che richiede preghiera.ยป

Una consegna per il cammino

Lโ€™assemblea si รจ conclusa con una consegna condivisa: portare nelle proprie Unioni lo stile del discernimento come metodo ordinario di vita associativa. Non la grande decisione epocale, ma la piccola scelta quotidiana fatta con occhi puliti โ€” cernendo, appunto โ€” tra ciรฒ che costruisce comunione e ciรฒ che la indebolisce, tra ciรฒ che serve la missione e ciรฒ che distrae da essa.

Carolina Fiorica ha ricordato che le Exallieve delle FMA hanno attraversato stagioni difficili prima dโ€™ora, e ne sono uscite non perchรฉ avessero piรน forze, ma perchรฉ sapevano cosa tenere e cosa lasciare andare. E ha affidato allโ€™assemblea una frase che una Presidente aveva pronunciato una volta e che vale come consegna: ยซFinchรฉ cโ€™รจ una Exallieva delle Figlie di Maria Ausiliatrice al mondo, lo spirito mornesino non muore.ยป

U crivo era lรฌ, sul tavolo, a testimoniarlo. Un oggetto semplice, di casa. Come il carisma che ci รจ stato consegnato, e che continua a lavorare in noi come il mare sulla pietra.

Redazione a cura della Presidente federale Dalila Maria Virzรฌ
Federazione Sicula Palermo โ€œMadre Moranoโ€ ยท Exallieve/i FMA

STRENNA 2026

INCONTRO DI SPIRITUALITร€ AD ALรŒ TERME di Nuccia Lipari

Domenica 1ยฐ Marzo 2026 lโ€™Unione di Alรฌ Terme, in collaborazione con le Figlie di Maria Ausiliatrice dellโ€™Istituto di Alรฌ Terme, cosรฌ come programmato fin dallโ€™insediamento del nuovo Direttivo, ha vissuto un pomeriggio di spiritualitร  nel cammino verso la Santa Pasqua.
La scelta della II Domenica di Quaresima, quella della Trasfigurazione, quando Gesรน conduce su un alto monte Pietro, Giacomo e Giovanni e davanti a loro le sue vesti diventano candide come la luce, ha voluto porre unโ€™immagine teologica di tensione verso lโ€™alto per godere della Luce di Dio.
Dopo il piacevole e partecipato momento dellโ€™accoglienza arricchito dai vari dolci preparati in casa dalle ex allieve, ha avuto inizio lโ€™intervento di riflessione sulla Strenna del Rettor Maggiore 2026. Ai saluti della Delegata Suor Maria Pisciotta, sono seguiti i saluti della Presidente dellโ€™Unione Nuccia Lipari che ha introdotto lโ€™argomento sulla Strenna per il 2026 che si incarna sul tema della fede, sulla quale si fonda la speranza che ha caratterizzato lโ€™anno giubilare 2025.
Lโ€™argomento รจ stato trattato e illustrato dal Salesiano don Gianni Russo, Direttore dellโ€™Istituto Teologico San Tommaso di Messina e Rettore della Chiesa di Gesรน e Maria delle Trombe, dove le ex allieve erano state con i mariti il 23 novembre 2025, a visitare il Bambinello miracoloso custodito in quella piccola ma splendida chiesa. Don Gianni Russo si รจ soffermato sui quattro passaggi con i quali si puรฒ mettere in atto la Strenna: guardare, ascoltare, scegliere, agire.
Il Rettor Maggiore questโ€™anno ci consegna una Strenna che ci invita e sollecita ad accrescere la nostra fede e ci indica la strada per rafforzarla, perchรฉ solo con la fede siamo liberi e con la libertร  possiamo aprirci al servizio e allโ€™aiuto agli altri.
Il pomeriggio si รจ concluso con la Santa Messa, partecipata e animata dalle ex allieve.

“Natale 2025: il cuore salesiano delle Unioni FSP si fa dono”

Unione di Alรฌ Terme, Una Mattinata speciale di Nuccia Lipari

Una mattinata speciale, di quelle che non si possono dimenticare perchรฉ ti toccano il cuore e ti lasciano il segno. Giorno 9 dicembre scorso una delegazione dellโ€™Unione delle Exallieve di Alรฌ terme, con la Presidente Nuccia Lipari e la Delegata Suor Maria Pisciotta, si sono recate in visita ai piccoli ricoverati del Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica dellโ€™Ospedale San Vincenzo di Taormina e hanno fatto loro dono di giocattoli. La visita era stata programmata dal nuovo Direttivo appena insediatosi ai primi del mese di settembre 2025, come uno dei momenti fulcro dellโ€™anno sociale e si รจ potuto realizzare grazie alla grande disponibilitร  del Primario del Reparto Dott. Sasha Agati, eccellenza sanitaria pediatrica e Uomo dalla nobile e generosa dedizione. Si รจ potuto girare tutto il reparto, entrare in tutte le stanze, donare i giocattoli ai piccoli ricoverati e intrattenersi con le mamme al capezzale dei propri figli. Mamme dignitose, composte nella loro sofferenza e sorridenti per la gioia dei loro piccoli nel ricevere il dono. Il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo (CCPM) di Taormina รจ un polo di eccellenza della sanitร , unico in Italia per alcuni particolari trattamenti per bambini con patologie cardiache complesse, tuttavia giร  da tempo รจ in pericolo chiusura per problemi di riorganizzazione sanitaria. Noi ci auguriamo vivamente, pensando ai piccoli ricoverati, a tutti quei bambini che hanno bisogno di cure e interventi specialistici del nostro territorio e non solo, alle loro mamme, alle loro famiglie, che il Governo Siciliano e il Ministero della Salute possano trovare una soluzione definitiva per assicurare la continuitร  delle cure e dellโ€™assistenza ai piccoli pazienti cardiopatici siciliani.

Unione Messina Valle

Unione di Pietraperzia

Auguri natalizi 2025

Intervento Vicaria Ispettoriale Sr Antonella Allegra, FMA

Buona festa dellโ€™Immacolata, una festa importante perchรฉ oltre a contemplare il grade dono di Maria Immacolata la Tutta Bella, ricordiamo lโ€™inizio dellโ€™opera salesiana: lโ€™incontro tra Don Bosco e Bartolomeo Garelli. Ricordare gli inizi della nostra Famiglia Salesiana ci ricorda il nostro inizio: la nostra personale avventura dentro il Carisma salesiano. Da quel primo momento in cui siamo entrati in una casa salesiana Maria ci ha messo sotto il suo manto e per noi รจ stata ed continua ad esserlo Maestra e guida sicura, Colei che ci prende per mano e ci guida nel cammino della vita cosรฌ come ha fatto con Don Bosco e con Madre Mazzarello.

Auguri di un Santo Natale

BEATI I MITI, PERCHร‰ EREDITERANNO LA TERRAโ€                         Accogliendo il Dio che nasce, impariamo la forza mite, di una Pace disarmata e disarmante, deponiamo le armi della parola e dello sguardo, per scegliere il linguaggio della misericordia e della giustizia che riconcilia. Buon Natale e felice anno nuovo!                                                                                                                            Sr Angela Maria Maccioni Ispettrice

Per prepararci a vivere il Mistero del Natale riprendiamo dalla lettera ai Filippesi di San Paolo lโ€™inno: “Cristo Gesรน, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio lโ€™essere uguale a Dio, ma svuotรฒ se stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dallโ€™aspetto riconosciuto come uomo, umiliรฒ se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.” (Fil 2, 6-8)

Tre idee luce ci accompagnino e ci invitano ad essere riconoscenti al Signore

  1. Un amore รจ grande ed autentico quando sa rinunciare a se stesso per il bene dellโ€™altro. Dio ha fatto questo per noi ha svuotato se stesso per assumere la condizione di servo
  2. Dio diventato simile agli uomini sceglie di farsi vicino a noi e la sua vicinanza รจ totale. Piรน intimo a noi di noi stessi direbbe santโ€™Agostino.
  3. Dio  facendosi obbediente fino alla morte ci ricorda il suo amore infinito per noi un amore grande fino alla morte in Croce. La notte di Natale ascolteremo lโ€™annuncio dellโ€™angelo che ci dice โ€œGloria a Dio nellโ€™Alto dei cieli e Pace in terra agli uomini che egli amaโ€

Il dono della Pace รจ per tutti gli uomini proprio perchรฉ lui ci ama infinitamente, a noi il compito di pregare e vivere la Pace vera. Auguri di un natale ricco di Pace e che ci ricorda

  • Un amore che rinuncia
  • Un amore che si fa vicinanza totale
  • Un amore che ci ama infinitamente e ci dona la Pace

Intervento Delegata Federale Sr Giacomina Barresi, FMA

Carissima Suor Antonella Allegra, delegata dalla nostra Madre Ispettrice, Sr. Angela Maria, a rappresentarla in questo momento familiare; carissime Delegate ed Exallieve: Presidenti, membri del Consiglio e delle varie Unioni, anzitutto โ€œBenvenuteโ€ a questo incontro. Sento di esprimere un vivo ringraziamento per aver accolto lโ€™invito della Presidente, Dalia Maria Virzรฌ, ad esserci e regalarci un breve tempo per il consueto e fraterno scambio degli auguri natalizi.

In questo particolare periodo liturgico, lโ€™Avvento, la Chiesa ci incoraggia e ci offre un cammino di speranza, un cammino di incontro con Dio, con i fratelli e le Sorelle. A Gesรน, Luce del mondo, chiediamo di accendere la nostra speranza, di essere ancorati a questa speranza per continuare ad essere pellegrini di speranza e di pace in questo tempo storico in cui, nel mondo intero, le incertezze, la violenza, lโ€™ingiustizia, la persecuzione, il dolore e la morte fanno sperimentare la fragilitร  umana.

Con il Canto/Preghiera โ€œAve Maria! Ave!โ€, vogliamo affidare a Maria, la Madre dellโ€™Attesa e della Speranza per eccellenza, i nostri sentimenti di gratitudine e gli auguri per tutte noi, per le Comunitร  educanti delle FMA della Sicilia e per i vari membri della Famiglia Salesiana.

Con affetto vi auguro un luminoso Natale e un anno 2026 ricco della benedizione del Signore. Ci auguriamo copiose grazie e benedizioni, tanta gioia e feconditร  di bene per la nostra vita personale, familiare, sociale.

Intervento Presidente FSP Dalila Maria Virzรฌ

In questo Natale desideriamo augurarci la pace. Eppure, lo sappiamo: parlare di pace oggi รจ difficile. Mentre celebriamo la nascita di Gesรน, il mondo รจ ferito da guerre, violenze, divisioni. Il pianto del Bambino nel presepe sembra unirsi al pianto di tanti bambini innocenti che soffrono in Ucraina, a Gaza, in Africa e in tanti angoli dimenticati del mondo. E tuttavia, proprio Gesรน Bambino รจ la nostra speranza. Dio non viene come un potente, ma come un neonato indifeso. รˆ cosรฌ che ci mostra una pace โ€œdisarmata e disarmanteโ€: una pace che non si impone con la forza, ma che trasforma lentamente i cuori.

I nostri vescovi ci ricordano che oggi non รจ piรน possibile parlare di โ€œguerra giustaโ€. Le armi moderne non permettono distinzioni, distruggono vite innocenti, divorano risorse immense che potrebbero alleviare povertร , malattie e ingiustizie. รˆ una follia che interpella anche noi. Che cosa possiamo fare allora? Non salvare il mondo da soli, ma diventare operatori di pace nella vita quotidiana. La pace comincia dalle nostre case: nei conflitti famigliari, nelle parole che scegliamo, nei gesti che costruiscono o feriscono. Continua nelle nostre comunitร : nei rapporti fraterni, nella capacitร  di ascoltare, dialogare, perdonare. Passa persino dalle nostre scelte economiche e dal modo in cui usiamo i social, dove troppe volte dominano aggressivitร  e giudizi affrettati.

Il Natale ci chiede tre โ€œnoโ€:
No alla violenza, in tutte le sue forme.
No allโ€™inimicizia, ricordando che il Vangelo ci invita a vedere un fratello anche in chi ci รจ ostile.
No alla guerra, scegliendo la strada del dialogo, del disarmo, della riconciliazione.

Non รจ unโ€™utopia: รจ una via quotidiana, concreta, fatta di gesti piccoli ma decisivi. Tutti i santi che ricordiamo โ€“ da San Francesco a Don Bosco, da Giorgio La Pira a Santa Maria Troncatti โ€“ ci mostrano che la pace non รจ debolezza, ma coraggio. รˆ prendere posizione contro la logica della violenza. รˆ credere che la bontร  puรฒ cambiare la storia. Ognuno di noi puรฒ fare la sua parte: un perdono dato, una parola buona, un conflitto ricucito, un aiuto offerto a chi soffre. Piccoli gesti, sรฌ. Ma anche il Bambino di Betlemme era piccolo, e da Lui รจ iniziata una nuova storia. Che questo Natale ci renda strumenti di pace. Che il Bambino che nasce disarmi i nostri cuori e ci insegni la forza della mitezza e della fraternitร . Il Signore vi doni la sua pace e la riversi sul mondo intero.

“Guardiamo alla tenerezza di Dio che si manifesta nel volto del Bambino Gesรน, e lasciamo che la Sua luce rinnovi la nostra attesa e la nostra speranza. Che la gioia e la pace del Natale illuminino il nostro cammino ogni giorno dell’anno nuovo”.

Incontro Federale a San Cataldo

San Cataldo, 12 ottobre 2025 – Una giornata intensa di formazione, preghiera e condivisione fraterna ha caratterizzato l’Incontro Federale della FSP “Madre Morano” che si รจ svolto domenica 12 ottobre presso l’Istituto Salesiano San Luigi Gonzaga di San Cataldo.

Un’accoglienza nel segno della salesianitร 

Fin dalle prime ore del mattino, le Exallieve provenienti dalle diverse Unioni della Sicilia centrale si sono ritrovate nella calorosa accoglienza preparata dalle Exallieve di San Cataldo, in collaborazione con le Unioni territorialmente vicine. L’atmosfera di famiglia salesiana ha subito pervaso l’ambiente, creando quel clima di gioia e fraternitร  che contraddistingue ogni incontro della nostra Federazione.

Il tema dell’incontro: generare speranza oggi

“Comunitร  educante e missionarietร : generare speranza oggi nello Spirito di Mornese” – questo il tema che ha guidato la riflessione della giornata, quanto mai attuale in un tempo segnato da incertezze e rapidi cambiamenti sociali.

Le parole della Delegata Federale

Sr. Giacomina Barresi, Delegata Federale, ha aperto i lavori con un caloroso saluto, sottolineando l’importanza del momento: “Ci troviamo in un tempo favorevole per crescere nella consapevolezza di essere Missionari di speranza”. La Delegata ha ricordato i recenti eventi significativi per la Famiglia Salesiana in Sicilia, in particolare la presenza del Rettor Maggiore e della Madre Generale a fine settembre, e l’imminente canonizzazione di Sr. Maria Troncatti, prevista per il 19 ottobre, Giornata Missionaria Mondiale.

“La Missione nasce dall’incontro con il Signore”, ha affermato Sr. Giacomina, invitando tutte le presenti a riscoprire la bellezza e la ricchezza dell’essere missionarie, proprio come la prima comunitร  di Mornese che fin dall’inizio sperimentava la gioia missionaria.

L’intervento della Presidente Federale

Dalila Maria Virzรฌ, Presidente della Federazione, ha toccato il cuore delle presenti con parole dense di significato: “In un tempo segnato da incertezze, solitudine digitale e rapidi cambiamenti, noi possiamo e dobbiamo fare la differenza. Non siamo semplicemente ex alunne che custodiscono con nostalgia i ricordi di un tempo passato, ma siamo donne portatrici di un carisma vivo e attuale”.

Un momento particolarmente toccante รจ stato quando la Presidente ha parlato di Sr. Maria Troncatti, la missionaria FMA che sarร  canonizzata proprio una settimana dopo l’incontro. “Per 47 anni visse nella selva amazzonica, tra gli indigeni Shuar, in condizioni umanamente impossibili – ha raccontato – divenne medico, infermiera, ostetrica, dentista, ma soprattutto madre”. La figura di questa santa donna di frontiera รจ stata proposta come modello di come la santitร  non sia fatta di gesti straordinari, ma di tanto amore vissuto nella quotidianitร .

La relazione di Don Edoardo Cutuli

Il cuore della giornata รจ stato l’intervento di Don Edoardo Cutuli, SdB, Direttore della comunitร  salesiana di San Cataldo, che ha guidato le presenti in una profonda riflessione sul tema dell’incontro.

Chi siamo come Exallieve

Don Edoardo ha iniziato ricordando l’identitร  dell’Associazione: “Essere parte dell’Associazione Exallieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice non รจ solo un titolo”. Ha sottolineato come le Exallieve siano nate dall’amore di caritร  sperimentato nelle comunitร  FMA e come oggi esprimano nelle loro scelte “una grande forza viva di donazione” e “una grande sensibilitร  missionaria”.

La comunitร  educante: educare insieme

Un passaggio fondamentale della riflessione ha riguardato il concetto di comunitร  educante, definita come “un insieme di apostole consacrate, di laici e di laiche che scelgono di vivere in comunione fra di loro per collaborare apostolicamente e in modo responsabile alla formazione integrale soprattutto delle giovani generazioni”.

Don Edoardo ha spiegato come le Exallieve possano contribuire alla comunitร  educante attraverso:

  • Il supporto educativo nelle opere salesiane
  • La testimonianza viva nella societร 
  • La trasmissione del carisma nel mondo laico
  • La collaborazione progettuale con le FMA

Si crea cosรฌ una “relazione circolare e arricchente” tra comunitร  educante e Associazione, dove entrambe si nutrono reciprocamente.

Lo Spirito di Mornese: una sorgente sempre viva

Il relatore ha poi condotto le presenti a riscoprire lo Spirito di Mornese, non solo come luogo geografico ma come “stile di vita, una scuola di santitร  quotidiana, una sorgente da cui attingere ancora oggi”.

“A Mornese tutto cominciava da una cucitura, da una visita a un’amica malata, da un piccolo gruppo di ragazze – ha ricordato Don Edoardo – Ma quel piccolo fuoco รจ diventato una famiglia mondiale, perchรฉ era acceso dallo Spirito di Dio”.

Lo Spirito di Mornese si caratterizza per:

  • Una profonda vita interiore
  • Una caritร  operosa fatta di piccoli gesti quotidiani
  • Uno stile educativo materno
  • Un cuore missionario
  • Una spiritualitร  di famiglia

Generare speranza: la missione di oggi

“Generare speranza oggi significa vivere con cuore missionario, portando il carisma salesiano lร  dove siamo”, ha affermato il relatore. Non serve partire per terre lontane: ogni casa, ogni scuola, ogni ufficio puรฒ essere “terra di missione”.

La riflessione si รจ conclusa con le parole sempre attuali di Madre Mazzarello: “Fate il bene, e fatelo bene, per amore del Signore” – non parole da incorniciare, ma un programma di vita concreto.

Il momento della preghiera

La giornata รจ proseguita con la celebrazione eucaristica, momento culminante di comunione e ringraziamento, che ha permesso a tutte le presenti di offrire al Signore i frutti della riflessione e di chiedere la grazia di vivere con fedeltร  la propria vocazione di Exallieve.

Il pranzo fraterno

L’incontro si รจ concluso con un momento conviviale presso la Locanda del Buon Samaritano. Il pranzo, preparato con cura e caratterizzato dai sapori della tradizione siciliana, รจ stato occasione per continuare il dialogo, rafforzare i legami di amicizia e condividere esperienze delle diverse Unioni presenti.

Riflessioni finali

Questa giornata a San Cataldo ha rappresentato un momento prezioso di formazione e di rilancio per tutte le Exallieve della Federazione. In un tempo in cui sembra mancare una visione di futuro, l’incontro ha riacceso nelle presenti la consapevolezza di essere portatrici di un carisma vivo, capaci di essere “artigiane di speranza” nei propri ambienti di vita.

Come ha ricordato la Presidente Virzรฌ nel suo intervento conclusivo: “Che questo incontro, sotto lo sguardo materno di Maria Ausiliatrice che ci precede e ci accompagna, segni l’inizio di un cammino rinnovato, vissuto con gioia e passione educativa”.

Lo Spirito di Mornese continua a essere una sorgente che non si esaurisce, capace di generare ancora oggi vita, speranza e futuro per le nuove generazioni.


Un ringraziamento speciale va alle Exallieve di San Cataldo per la calorosa accoglienza, a Don Edoardo Cutuli per la sua illuminante riflessione, e a tutte le partecipanti che con la loro presenza hanno reso questa giornata davvero speciale.

“Fate quello che vi dirร ” – Con Maria, andiamo avanti con coraggio!

Pellegrinaggio giubilare a Gibilmanna chiude l’anno federale 2025

Il 21 giugno 2025 ha segnato un momento particolare per la Federazione Sicula Palermo “Madre Morano” degli ex-allievi delle FMA: la chiusura dell’anno associativo che si รจ celebrato con un pellegrinaggio giubilare al Santuario di Maria Santissima di Gibilmanna, uno dei luoghi mariani piรน venerati della Sicilia. Questo pellegrinaggio rappresenta non solo la conclusione delle attivitร  dell’anno associativo 2025, ma anche un momento di rinnovamento spirituale e di rafforzamento dei legami comunitari. La scelta non รจ casuale: questo luogo sacro, che domina dall’alto delle Madonie il panorama di Cefalรน, rappresenta da secoli un punto di riferimento spirituale per i siciliani. La Madonna di Gibilmanna, affettuosamente chiamata “Bedda Matri” dal popolo siciliano, รจ Patrona della diocesi di Cefalรน dal 1954 e continua ad attrarre migliaia di pellegrini ogni anno.

Un momento di chiusura e di ripartenza

La presenza di Padre Salvatore Vacca O.F.M. Cap., Guardiano del Santuario e Docente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Facoltร  Teologica di Sicilia, con la sua competenza teologica e profonda conoscenza della storia del santuario, ha garantito un approfondimento significativo sul messaggio mariano e sulla tradizione spirituale del luogo. Il 21 giugno รจ stata una giornata di grazia e comunione, in cui fede, storia e tradizione si sono intrecciate sotto il manto protettivo di Maria Santissima di Gibilmanna.

Maria donna e Maria discepola

Un nuovo approccio alla figura di Maria

Nel 1974, Paolo VI nell’esortazione apostolica Marialis Cultus propose un rinnovamento dell’approccio alla figura di Maria, suggerendo di partire dalla sua dimensione antropologica – cioรจ dalla persona di Maria come donna – piuttosto che limitarsi alla sola esaltazione dei suoi privilegi.

Il Papa sottolineรฒ che la devozione mariana deve essere accompagnata dall’imitazione: non possiamo solo esaltare le virtรน di Maria senza seguirle, poichรฉ ciรฒ che caratterizza Maria รจ accessibile anche a noi. Da qui l’importanza di considerare Maria prima di tutto come donna della fede, donna dell’ascolto, donna dell’offerta, e soprattutto come prima discepola di Gesรน.

Maria, donna intelligente

Contrariamente a certe rappresentazioni che la ritraggono come una giovane ingenua, Maria emerge dai Vangeli come una donna intelligente e consapevole. Nell’Annunciazione, il testo ci dice che “rimase perplessa e si chiedeva che senso avessero quelle parole”. Maria pone domande: “Come รจ possibile? Non conosco uomo”.

Come sottolinea un documento del 1988 della Congregazione per l’Educazione Cattolica, intitolato “Maria, Donna intelligente”, l’intelligenza non consiste nell’avere risposte pronte, ma nel saper porre le domande giuste. Maria dimostra questa saggezza riflettendo sul significato dell’annuncio angelico per la sua vita.

Il discepolato di Maria

I testi evangelici che riguardano Maria vanno letti nella prospettiva del discepolato. Quando Gesรน dice “Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (Mc 3,35; Lc 8,21), non sminuisce Maria, ma la pone come modello di vera sequela.

La grandezza di Maria non risiede solo nella maternitร  biologica, ma nel fatto che ha ascoltato la parola di Dio e l’ha fatta diventare carne e storia nella sua vita. In questo senso, anche noi possiamo essere “madre” di Gesรน nella misura in cui concepiamo e facciamo nascere in noi la Parola di Dio.

Il principio mariano nella Chiesa

Seguendo il pensiero di teologi come Hans Urs von Balthasar, ripreso da Benedetto XVI e Francesco, emerge l’importanza del principio mariano accanto a quello petrino nella Chiesa. Mentre il principio petrino riguarda l’autoritร  e il governo ecclesiale, il principio mariano rappresenta la dimensione spirituale, materna e femminile della Chiesa. Questo principio, a differenza delle strutture gerarchiche, ha una dimensione eterna e rimanda alla vera spiritualitร  ecclesiale.

La tradizione siciliana

In Sicilia, la devozione mariana si esprime tradizionalmente attraverso l’iconografia dell’Odigitria (Colei che indica la via) e della “Bedda Matri”. Significativo รจ il fatto che durante la peste del 1624, mentre molte comunitร  cambiarono i loro santi patroni, quelle che avevano Maria come patrona la mantennero, testimoniando il radicamento profondo della figura materna nel DNA culturale siciliano.

Maria si presenta come la donna nuova, la perfetta cristiana che ha trasformato il “no” di Eva nell’“Ave” dell’accoglienza. La sua figura non รจ solo oggetto di devozione, ma modello di imitazione per ogni credente chiamato a vivere il discepolato attraverso l’ascolto, l’accoglienza e la messa in pratica della Parola di Dio. La spiritualitร  mariana autentica non si ferma alle apparizioni o alle pratiche devozionali, ma ci chiama a vivere il principio mariano: quella dimensione materna, accogliente e generativa che rende la Chiesa vera madre e maestra di umanitร .

Riflessione di Carolina Fiorica, Presidente Confederale Emerita

Prendendo spunto da una frase di padre Salvatore, Francescano che ha guidato la formazione vorrei condividere con voi una mia riflessione. Se facciamo nostro il principio mariano (comunione e servizio) in antitesi col principio pietrino (autoritร  e governo) siamo una “bomba”. Dovremmo esserlo. Una potenza. E noi che siamo qui non singolarmente ma come Gruppo dovremmo prendere questo proposito. Noi exallieve/i delle FMA, noi laiche mornesine sulla sequela di don Bosco che dichiarava: Ha fatto tutto Leiโ€ฆ passando dalla devozione alla emulazione di Maria. Che farebbe Maria in questo momento, in questa circostanzaโ€ฆcosa direbbe o non direbbeโ€ฆ

Riflessione di Sr Lucia Siragusa FMA

Come religiosa salesiana, questa riflessione su โ€œMaria donna e Maria discepolaโ€ illumina il nostro carisma educativo. Maria donna dellโ€™ascolto รจ il nostro modello: prima di parlare, dobbiamo saper ascoltare i giovani e le loro domande, come Maria nellโ€™Annunciazione. Il principio mariano – quella dimensione materna e accogliente – deve pervadere ogni nostro gesto educativo. Nella โ€œBedda Matriโ€ siciliana riconosciamo la stessa tenerezza di Maria Ausiliatrice: una madre che non abbandona mai e intercede sempre. รˆ questo il segreto della pedagogia salesiana: essere per i giovani un riflesso dellโ€™amore materno di Maria.

Omelia di Padre Salvatore Vacca O.F.M. Cap.

Le Nozze di Cana: Maria, madre attenta e discreta

Le “Nozze di Cana” rappresentano un episodio fondamentale narrato nel Vangelo di Giovanni, dove Gesรน compie il suo primo miracolo trasformando l’acqua in vino durante un banchetto nuziale in Galilea.

La delicatezza di Maria

Nel racconto emerge la figura straordinaria di Maria, che con occhio attento scopre il bisogno degli sposi quando viene a mancare il vino. Ma osserviamo come interviene: non alza la voce, non crea clamore, non umilia gli sposi rivelando pubblicamente la loro difficoltร . Maria agisce con grazia e discrezione, intervenendo silenziosamente senza mettere in imbarazzo nessuno. Questo รจ un modello di come dovremmo avvicinarci al prossimo nel bisogno: non con ostentazione, ma con la grazia che viene da Dio.

“Fate quello che vi dirร ”

Fondamentale รจ l’atteggiamento di Maria verso i servi: “Fate quello che vi dirร ”. In queste parole si rivela una caratteristica essenziale di Maria: non ha un comportamento autoreferenziale, non attira l’attenzione su di sรฉ, ma indica Gesรน come la vera soluzione. Maria si fa strada verso Gesรน, orienta lo sguardo verso di Lui. รˆ Lui il Salvatore, il medico, la medicina. Maria, come l’Odigitria della tradizione orientale, indica la via, la veritร  e la vita che รจ Cristo.

Le tappe della vita di Gesรน con Maria

Nel Vangelo possiamo individuare diverse “partenze” o tappe importanti nella vita di Gesรน, e in ognuna di esse troviamo la presenza materna di Maria:

  1. La nascita – Maria รจ la madre che accoglie e custodisce
  2. Il ritrovamento nel tempio (12 anni) – Maria accompagna la crescita di Gesรน verso l’autonomia
  3. L’inizio del ministero pubblico (Cana) – Maria รจ colei che spinge Gesรน a rivelarsi
  4. La crocifissione – Maria รจ presente fino alla fine

In ogni tappa, Maria non รจ una madre assente o possessiva, ma una madre che accompagna e sa quando รจ il momento di fare un passo indietro per permettere al figlio di compiere la sua missione. Questo episodio evangelico fornisce il fondamento teologico e spirituale per la devozione a Maria come colei che provvede ai bisogni del popolo. Come a Cana si preoccupรฒ per gli sposi, cosรฌ Maria continua a guardare alle nostre necessitร .

Maria alle nozze di Cana ci insegna a:

  • Essere attenti ai bisogni degli altri
  • Intervenire con discrezione e grazia
  • Indicare sempre Cristo come la vera soluzione
  • Accompagnare senza possedere

Cosรฌ Maria continua ancora oggi a guardare le nostre necessitร  e a intercedere presso suo Figlio, mantenendo viva quella stessa premura materna mostrata agli sposi di Cana.

La storia del Santuario di Gibilmanna

Le origini antiche

La storia del nostro santuario affonda le radici nella notte dei tempi. Secondo la tradizione, quello di Gibilmanna era uno dei sei monasteri benedettini che San Gregorio Magno (540-604) fece erigere a proprie spese nel VI secolo, prima di essere eletto pontefice. Gli edifici conventuali dovettero andare in rovina nel IX secolo con l’arrivo degli Arabi, mentre la piccola chiesa rimase in custodia di diversi eremiti.

Il miracolo del 1534

La storia moderna del santuario inizia con un evento straordinario: il giorno di Pasqua del 1534, durante una tempesta di mare, un’imbarcazione che trasportava una statua della Madonna con il Bambino trovรฒ riparo nel borgo di Castello di Roccella. La Madonna apparve in sogno ad un frate cappuccino che viveva a Gibilmanna, invitandolo ad andare a prendere la statua avvolta con una coperta di lana. La statua venne caricata su un carro trainato da buoi che, lasciati in libertร , si fermarono nel promontorio dove sorge l’attuale Santuario.

Padre Sebastiano da Gratteri

Nel 1535 Padre Sebastiano Majo da Gratteri, uno dei primi seguaci della riforma cappuccina, si stabilรฌ a Gibilmanna e rifondรฒ la chiesa e il convento. Nel 1576, durante la celebrazione della messa, ebbe un’apparizione di Gesรน che lo invitรฒ a dipingerlo cosรฌ come lo vedeva. Padre Sebastiano, utilizzando colori ricavati dalle piante del territorio, dipinse l’“Ecce Homo” tuttora esposto nel Santuario.

L’incoronazione del 1760

Il momento piรน solenne della storia del santuario fu l’incoronazione del 15 agosto 1760, quando il vescovo di Cefalรน Don Gioacchino Castelli incoronรฒ solennemente la Vergine e il Bambino Gesรน con le corone pervenute dal Vaticano. La partecipazione del popolo fu straordinaria e si narra che un muto e un cieco riacquistarono rispettivamente la parola e la vista. Durante la cerimonia, il vescovo si tolse il proprio anello per donarlo a Maria, gesto che simboleggia l’intercessione continua della Madonna.

Il riconoscimento pontificio

Nel 1954 Papa Pio XII dichiarรฒ Maria Santissima di Gibilmanna Patrona della diocesi e della cittร  di Cefalรน, coronando secoli di devozione popolare. Questo riconoscimento fu preceduto da un evento significativo: durante l’anno mariano 1954 la statua della Vergine fu portata in tutte le parrocchie della Diocesi.Oggi il santuario custodisce opere di inestimabile valore, tra cui la statua della Madonna realizzata da Antonello Gagini nel 1534, l’antico affresco bizantino della Madonna con il Bambino e il dipinto dell’Ecce Homo di Padre Sebastiano. Il complesso ospita anche un importante Museo e una Biblioteca con manoscritti dal XVI al XX secolo.

Agape fraterna