Incontri Formativi promossi dalla Confederazione Mondiale Exallieve/i FMA
La situazione pandemica, nella quale viviamo, ci impone di adattarci cambiando e riorganizzando anche la nostra vita associativa, per questo motivo il Consiglio Federale ha deciso di trasferire sul web, con gli incontri online, tutte le attività formative, gli eventi e le iniziative che si svolgeranno in quest’anno associativo. Suggerisce anche alle Unioni, ove possibile, di adottare la stessa modalità di condivisione.
La Confederazione Mondiale, già dal mese di settembre ha organizzato degli incontri formativi ai quali spero abbiate partecipato e di cui fornisco le registrazioni, i temi trattati ed il nome dei relatori:
I Incontro
Dr.ssa Luciana Negri sul tema: “Il lavoro di rete quale processo partecipativo per la coesione sociale”
Don Pascual Chavez, sdb sul tema: “INSIEME” cammino di speranza e di futuro
II Incontro
Dr.ssa Paola Springhetti sul tema: “Comunicare bene il bene?”
Sr. Eliane A. Petri, FMA sul tema: “La comunicazione e le relazioni interpersonali nell’Associazione alla luce del carisma salesiano mornesino”
III Incontro
Sr. Maria Luisa Miranda e Sr. Gabriela Patino sul tema: “La figura laica”
Notizie sulla Associazione Mornese Onlus
I Incontro formativo promosso dalla Confederazione Mondiale delle Exallieve/i FMA
II Incontro formativo promosso dalla Confederazione Mondiale delle Exallieve/i FMA
III Incontro formativo promosso dalla Confederazione Mondiale delle Exallieve/i FMA
Queste novità non devono spaventarci, ma piuttosto stimolarci per non perdere di vista la nostra così amorevole ed affettuosa capacità relazionale. Non possiamo più pensare, almeno per il momento, a riunioni con tantissime associate, trasferiamo tutto online ed incontriamoci!
Il 19 marzo 2019 festeggiamo
111 anni dell’Associazione Exallieve/i delle FMA!
La nostra ASSOCIAZIONE!
Auguri ad ogni Exallieva ed Exallievo. A voi tutti in particolare esprimiamo i sentimenti più affettuosi, se non ci fosse stata l’associazione non ci saremmo conosciuti!
Messaggio di Suor Gabriela Patiño O. Delegata Confederale
Roma, 19 marzo 2019
Carissimi Exallieve ed Exallievi FMA,
Lode e ringraziamento tributiamo insieme oggi, per celebrare 111 anni della fondazione dell’Associazione delle Exallieve/i FMA. Con questi atteggiamenti guardiamo le origini per conoscere la vita vissuta dalle prime Exallieve. Donne che come voi si lasciarono sorprendere dal carisma salesiano vissuto accanto alle suore e che hanno accompagnato con tanto zelo le prime oratoriane.
Vi invito a riscoprire la FMA che con Don Filippo Rinaldi hanno fatto diventare realtà l’Associazione, oggi sparsa in tutto il mondo. Mi riferisco a sr Caterina Arrighi, donna appassionata, tutta di Dio e degli altri.
Caterina aveva un temperamento dolce e arrendevole; la volontà era tenace e lei aveva imparato a porla a servizio di ideali superiori. Bruciò le tappe del periodo formativo perché in lei erano evidenti le qualità di una persona decisa ad appartenere totalmente al Signore secondo lo spirito di don Bosco e di madre Mazzarello. Fra le sue compagne si distingueva per la pietà semplice e profonda che ben si adattava alle espressioni salesiane. E presto dimostrò di possedere le due virtù essenziali per un’autentica vita cristiana e salesiana: l’umiltà e la carità.
Come giovane FMA visse un’esperienza pienamente salesiana, grazie anche ai frequenti contatti con i superiori che avevano conosciuto personalmente don Bosco. In quella casa vi era un fiorente oratorio che trovò nella direttrice suor Arrighi una zelante animatrice. Era frequentato da ragazze del popolo, operaie per lo più e alcune poverissime, bisognose di formazione cristiana ed anche di un’adeguata promozione sociale. Suor Caterina assunse in pieno questa missione, seguendo le giovani anche nel loro campo di lavoro e assistendo non poche delle loro famiglie. Quella casa ospitava pure un’infermeria per le Figlie di Maria Ausiliatrice di ogni parte d’Italia. Una bella palestra per l’esercizio della sua carità preveniente.
Tendeva la mano alle benefattrici e l’aiutava anche paternamente don Rinaldi. Con lui collaborò per l’istituzione della Cassa Deposito a favore delle oratoriane.
Per continuare l’opera di assistenza morale di prevenzione del male tra le ex-oratoriane, le invitava a partecipare alle belle feste dell’Oratorio nelle principali solennità dell’anno.
Don Rinaldi, vedendole, pensò che si sarebbe potuto fare anche nel ramo femminile, ciò che si faceva dai salesiani: l’associazione, cioè, delle Exallieve.
Una donna FMA, tutta da scoprire oggi per imparare da lei quella dimensione di servizio generoso per chi ci sta accanto, bisognoso di aiuto, di ascolto, di accompagnamento. Sr Caterina Arrighi, esempio di santità quotidiana, nelle radici dell’Associazione! Per il dono di questa FMA, insieme ringraziamo e lodiamo Dio.
Tanti auguri, anche da sr Maria Luisa Miranda, in questo nuovo anniversario di fondazione! Vi porto sempre nelle mie preghiere con tanto affetto,
Buongiorno a tutti, saluto l’ispettrice sr. Maria Pisciotta, la direttrice dell’istituto sr. Mariella Lo Turco, i rappresentanti della federazione sicula Palermo Madre Morano, gli exallievi ed exallieve delle figlie di Maria Ausiliatrice giunti da ogni parte della Sicilia e un saluto particolare a don Roberto Romeo che ci parlerà della santità, a cui ogni cristiano dovrebbe aspirare con umiltà e semplicità di vita. Sono particolarmente emozionata di trovarmi oggi qui, con tutti voi in questo luogo, in cui riposano le spoglie mortali della beata Madre Morano, la casa del cuore come amava definirla Lei e perché qui vi erano le scuole dove io e tanti ragazzi e ragazze, per diverse generazioni, abbiamo svolto gli studi. Proprio qui, in questi luoghi siamo cresciuti vivendo un’esperienza formativa, ricca ed entusiasmante scaturita dal carisma salesiano e dagli insegnamenti di don Bosco. Io stessa ho scelto di fare l’insegnante, e pertanto, sento forte la responsabilità del mio ruolo nei confronti della gioventù, che cerco di educare con gioia ed entusiasmo, curando tutti gli aspetti della personalità dei ragazzi che mi vengono affidati. Oggi, mi trovo qui in veste di amica di Caterina Panarello, che gli amici chiamano Ines, autrice del libro “Un sogno infranto”, che ha deciso di scrivere per tenere viva la memoria di Cettina, la cara figlia che adesso risplende nella schiera degli angeli e che ho avuto il privilegio di avere come compagna di scuola, proprio fra i banchi di questo istituto, quando ospitava le scuole, dall’infanzia, alle superiori. Cettina era una compagna speciale, anche se allora non tutti se ne rendevano conto perché era timida e non amava mettersi in mostra, ma nel silenzio e nella riservatezza che le erano consoni, non mancava di dire una parola buona per tutti o di aiutare una compagna in difficoltà…Era una ragazza dai sani principi e dai grandi valori e avrebbe voluto mettere le sue capacità al servizio degli altri…Potrei dire tante parole per descriverla, ma la mamma lo ha fatto sicuramente con grande intensità nel libro, facendo scoprire, anche a noi che l’abbiamo conosciuta, tanti aspetti del suo carattere e della sua vita che in realtà non ci erano noti…Cettina, infatti era molto di più di quello che mostrava agli altri e la sua vita è stata costellata di momenti belli, ma anche lastricata di tante difficoltà, che però non le faranno perdere di vista il suo sogno…Ed è questo il messaggio motivazionale che da educatrice, ho colto per i nostri giovani: l’auspicio e la speranza che tutti abbiano un sogno da inseguire e che lo facciano con perseveranza senza farsi abbattere dalle difficoltà. Far capire loro, tramite la testimonianza di Cettina che certi valori sono fondamentali, perché ci devono aiutare combattere i disvalori e i modelli negativi della nostra società… e Cettina ci ha offerto, senza saperlo, un esempio luminoso di vita esemplare, con l’umiltà della ragazza della porta accanto; il suo rappresenta un modello di vita da emulare, che trascina al bene e questo, è stato anche l’intento di Caterina Panarello nello scrivere il libro “Un sogno Infranto.
Il power point che ho preparato e che adesso vedrete, in cui si alternano foto e immagini, frasi del libro e di autori noti, che mi limiterò a leggere, perché lascio a voi lo spazio per la riflessione personale, ci farà conoscere qualcosa in più su Cettina e sul suo sogno infranto…Grazie
L’Esortazione apostolica di papa Francesco Gaudete et exsultate
Nell’Istituto aliese Maria Ausiliatrice, domenica 10 marzo 2019, il Consiglio della Federazione Sicula Palermo delle Exallieve/i delle FMA e le Unioni di Alì Terme, Altofonte, Caltanissetta, Gliaca, Leonforte, Mazzarino, Pa-Arenella, Patti Marina, Pa-Main, Pietraperzia, Sant’Agata Militello, San Cataldo, Valle-Messina si sono riuniti per condividere un incontro di formazione, guidato dal Prof. Don Roberto Romeo, che si è concluso con la Celebrazione Eucaristica, da lui stesso presenziata, ed un’agape fraterna.
Erano presenti Madre Ispettrice Sr Maria Pisciotta, la Direttrice della Casa Sr Mariella Lo Turco, l’autrice di “Un sogno infranto” Caterina Panariello e la Prof.ssa Mimma Brigandì che ha presentato l’opera la cui protagonista è Cettina Muscarà, una giovane Exallieva che ha vissuto e studiato ad Alì nell’Istituto delle FMA. Caterina racconta la vita di sua figlia Cettina con amore ed una leggera vena di amarezza per non aver potuto impedire ad alcune persone di ottenere il proprio tornaconto a discapito di una giovane di talento che nella musica e nel canto vedeva la sua ragione di vita. Cettina ha sempre trovato la forza per superare gli ostacoli che le si presentavano: dalle difficoltà incontrate per il conseguimento dei traguardi di studio, a quelli affrontati con dignità e purezza in ospedale a Pavia per combattere la sua malattia. La sua vita è un esempio di coraggio, di sopportazione del dolore, ed è caratterizzata da una meravigliosa fede e da un comportamento caritatevole che donava ad ogni persona che ha avuto la fortuna di conoscerla.
L’incontro è proseguito con la relazione di Don Romeo che ha iniziato il suo intervento evidenziando come la “Gaudete ed exsultate”, a differenza delle altre Esortazioni apostoliche, non ha un indirizzo specifico, ma, è rivolta a tutti perché ognuno, nel mondo contemporaneo, è chiamato alla santità “della porta accanto”, quella di cui parla Malègue, scrittore francese caro a papa Francesco. La santità va dunque cercata nella vita ordinaria e tra le persone a noi vicine, non in modelli ideali, astratti o sovrumani. Non bisogna cercare vite perfette senza errori (cfr GE 22), ma persone che, «anche in mezzo a imperfezioni e cadute, hanno continuato ad andare avanti e sono piaciute al Signore» (GE 3). «Nessuno si salva da solo, come individuo isolato, ma Dio ci attrae tenendo conto della complessa trama di relazioni interpersonali che si stabiliscono nella comunità umana: Dio ha voluto entrare in una dinamica popolare, nella dinamica di un popolo» (GE 6).
Caratteristiche della santità sono la sopportazione, la pazienza e la mitezza, la gioia e il senso dell’umorismo, l’audacia e il fervore, il cammino comunitario e la preghiera costante. Una vita santa non è semplicemente una vita virtuosa, nel senso che persegue le virtù in generale. Essa è tale, perché sa cogliere l’azione dello Spirito Santo e i suoi movimenti, e li segue. In un contesto di continuo zapping esistenziale, «senza la sapienza del discernimento possiamo trasformarci facilmente in burattini alla mercé delle tendenze del momento» (GE 167). Questo dono è importante, perché ci permette di essere «capaci di riconoscere i tempi di Dio e la sua grazia, per non sprecare le ispirazioni del Signore, per non lasciar cadere il suo invito a crescere» (GE 169). Questo si mette in atto, afferma papa Francesco, ogni giorno, «persino in ciò che sembra irrilevante, perché la magnanimità si rivela nelle cose semplici e quotidiane». Il discernimento è un carisma: «Non richiede capacità speciali né è riservato ai più intelligenti e istruiti, e il Padre si manifesta con piacere agli umili (cfr Mt 11,25)» (GE 170).
Nella prefazione del Papa al volume, curato da Antonio Carriero, “Evangelii gaudium con don Bosco”, testo in cui la Famiglia salesiana riprende in chiave educativo-pastorale il messaggio dell’Esortazione apostolica di Francesco, il titolo del contributo firmato dal Pontefice è “Cari salesiani”. Voi salesiani siete fortunati perché il vostro fondatore, Don Bosco, non era un santo dalla faccia da “venerdì santo”, triste, musone… Ma piuttosto da “domenica di Pasqua”. Era sempre gioioso, accogliente, nonostante le mille fatiche e le difficoltà che lo assediavano quotidianamente. Come scrivono nelle Memorie biografiche, «il suo volto raggiante di gioia manifestava, come sempre, la propria contentezza nel trovarsi tra i suoi figli» (Memorie biografiche di Don Giovanni Bosco, volume XII, 41). Non a caso per lui la santità consisteva nello stare “molto allegri”. Possiamo definirlo quindi un “portatore sano” di quella “gioia del Vangelo” che ha proposto al suo primo grande allievo, San Domenico Savio, e a voi tutti salesiani, come stile autentico e sempre attuale della «misura alta della vita cristiana» (Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte, 31).
«Quando si è intimi con il Signore, come sono intimi e uniti tra loro la vite e i tralci, si è capaci di portare frutti di vita nuova, di misericordia, di giustizia e di pace, derivanti dalla risurrezione del Signore. È quanto hanno fatto i santi, coloro che hanno vissuto in pienezza la vita cristiana e la testimonianza della carità, perché sono stati veri tralci della vite del Signore. Ma per essere santi «non è necessario essere vescovi, sacerdoti o religiosi… Tutti noi, tutti, siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova»(GE 14). Tutti noi siamo chiamati ad essere santi; dobbiamo essere santi con questa ricchezza che noi riceviamo dal Signore risorto. Ogni attività – il lavoro e il riposo, la vita familiare e sociale, le responsabilità politiche, culturali ed economiche – ogni attività, sia piccola sia grande, se vissuta in unione con Gesù e con atteggiamento di amore e di servizio, è occasione per vivere in pienezza il battesimo e la santità evangelica» (Regina coeli del 29 aprile 2018).
Il 25 novembre 2018 Sr Ninfa Cocuzza e le Exallieve dell’Unione di Barcellona P.G. hanno organizzato un pellegrinaggio ai Santuari di Valverde (CT) e Alì Terme. In mattinata, nel Santuario di Maria Santissima di Valverde durante la Celebrazione Eucaristica, hanno affidato alla Madre Celeste il nuovo anno sociale. La fondazione del Santuario è attribuita al brigante Dionisio, convertitosi in eremita a seguito di una apparizione della Madonna. Il 24 agosto 1990, Anno Mariano, venne inaugurato l’anno di grazia da papa Giovanni Paolo II a ricordo del 950º anniversario dell’apparizione della Madonna al brigante. A conclusione di questa prima tappa, le Exalieve hanno fatto sosta presso la “Masseria Carminello” dove hanno gustato i piatti della nostra cucina mediterranea.
Nel pomeriggio le Exallieve sono state accolte ad Alì dalla Direttrice, Sr Mariella Lo Turco, che le ha accompagnate nella visita della casa di accoglienza Stella Maris, aperta a pellegrini, gruppi, famiglie e singoli e nella Chiesa da pochi giorni eretta a Santuario. Immancabile la sosta per venerare Madre Morano. «La sua presenza nella cappella del santuario di Maria Ausiliatrice ci ricorda la freschezza del Vangelo e del carisma salesiano, dell’incontro fede-vita e dell’ascesi vissuta nel quotidiano» ribadisce la Superiora Sr Mariella.
La giornata si è conclusa ai piedi dell’Altare dove sono stati intonati canti, recitate preghiere ed affidate a Maria Ausiliatrice l’Unione, le Suore, le Exallieve e le loro famiglie affinché li protegga nel loro cammino.
La cappella dell’Istituto “Maria Ausiliatrice”, nella quale sono custodite le spoglie di Madre Maddalena Morano, Patrona dei catechisti ed educatori della Diocesi di Messina, nel 24° anniversario della sua Beatificazione proclamato l’8 dicembre 2017, è stata eretta, con decreto pronunciato dal Segretario Arcivescovile rev. Sac. Gianluca Monte, Santuario diocesano con dedicazione a Maria Ausiliatrice da S.E. Monsignor Giovanni Accolla, arcivescovo metropolita dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Hanno concelebrato l’Ispettore dei Salesiani della Sicilia, Don Giuseppe Ruta, che ha anche unto le pareti della Chiesa e fatto da testimone all’evento, Don Giovanni D’Andrea, Vicario ispettoriale, Don Frattallone Giuseppe, Don Franco Di Natale, Don Domenico Luvarà, il Vicario Episcopale della Costa Ionica Padre Ettore Sentimentale, il Vicario foraneo Padre Angelo Isaja, Don Giuseppe Cassaro, Preside dell’Istituto Teologico San Tommaso di Messina e membro del Consiglio ispettoriale Salesiano, il Parroco Padre Vincenzo D’Arrigo ed altri Sacerdoti, i chierici dell’Istituto Teologico San Tommaso di Messina e i Seminaristi. I canti della celebrazione sono stati accompagnati dall’organista della Cattedrale di Messina, Padre Giovanni Lombardo e sono stati eseguiti dalla corale della Comunità Educante.
Era presente la Madre Generale Suor Yvonne Reungoat, giunta ad Alì Terme domenica 4 novembre, dove, in piazza Prestia, ha ricevuto il benvenuto della cittadinanza e il saluto istituzionale del sindaco Aliese Carlo Giaquinta, del sindaco della città Metropolitana di Messina, Cateno De Luca, di altri sindaci dei paesi limitrofi, dell’On. Giuseppe Castiglione e del Comandante dei Carabinieri Salvatore Garufi. Il corteo successivamente, si è mosso a piedi, verso l’Istituto per una veglia di preghiera.
La Direttrice della casa, Suor Maria Catena Lo Turco, ha salutato con gratitudine il Vescovo, le Autorità civili, religiose e militari all’inizio della celebrazione alla quale hanno preso parte: la Consigliera Visitatrice Suor Marija Pece, in Visita Canonica, l’Ispettrice Suor Maria Anna Pisciotta, i membri del Consiglio ispettoriale delle FMA, il Consiglio della Federazione Sicula Palermo delle Exallieve FMA, che ha donato un prezioso reliquiario, le Exallieve/i dell’Unione di Alì Terme che hanno offerto 12 candelieri che illuminano le 12 croci della consacrazione della Chiesa, queste ultime regalate dal marmista Cristian Mazzucco, una rappresentanza del Consiglio Federale di Catania delle Exallieve FMA, un cospicuo numero di Exallieve/i, Salesiani Cooperatori, sacerdoti, suore, fedeli e giovani provenienti da tutta la Sicilia, la DS Prof.ssa Rosita Alberti.
Nell’Omelia l’Arcivescovo dopo aver esaltato le virtù umane, morali e religiose di Madre Morano ha evidenziato che “Il Santuario, è costituito, innanzitutto, da una realtà vissuta dal popolo di Dio, in cui concorrono la dimensione soprannaturale e una dimensione umana. È un luogo sacro ove i fedeli, per un peculiare motivo di pietà, si recano numerosi in pellegrinaggio, con l’approvazione dell’Ordinario del luogo”. (Can.1230). “Nei santuari si offrano ai fedeli con maggior abbondanza i mezzi della salvezza, annunziando con diligenza la parola di Dio, incrementando opportunamente la vita liturgica soprattutto con la celebrazione dell’Eucaristia e della penitenza, come pure coltivando le sane forme della pietà popolare”. (Can. 1234 – n 1) Chi frequenta il Santuario è colui che ha fatto un percorso; chi fa un percorso ha un punto di partenza e un punto di arrivo… Se il Santuario è il luogo di una presenza, di una memoria, di una celebrazione, di un incontro, di una crescita; può essere il punto di arrivo del pellegrino, ma immediatamente dopo diventa il punto di partenza del pellegrino, perché Dio non si è rivelato solo in quel luogo consacrato ma tutta la vita è sacra al Signore e da lì si riparte, per rendere sacro tutto ciò che si incontra. Per rendere sacre tutte le opportunità e le azioni che viviamo, per riconoscere la sacralità della presenza di Dio nel cuore di ogni fratello…”.
Al termine della celebrazione, la Madre Generale Suor Yvonne, dopo aver ringraziato le Autorità e i fedeli presenti, ha svelato con il Sindaco, Dr. Carlo Giaquinta, una targa commemorativa dell’evento.
Il neo Santuario di Alì Terme diviene il sesto santuario salesiano nel mondo, relativamente alle Figlie di Maria Ausiliatrice: tre si trovano in America Latina, uno a Nizza Monferrato e l’altro a Mornese.
Palermo, 28 ottobre 2018. Le presidenti e le Delegate delle Unioni della Federazione Sicula Palermo si sono ritrovate per eleggere il nuovo Consiglio di Federazione per il quadriennio 2018 – 2022 all’Istituto S. Giuseppe. L’obiettivo condiviso dalle Exallieve e dagli Exallievi delle Figlie di Maria Ausiliatrice è stato quello donare in modo gioioso e disinteressato la propria disponibilità per testimoniare il carisma salesiano con impegno e responsabilità.
Il discernimento, implementato dalla preghiera e dall’affidamento a Maria, ha determinato la formazione del nuovo Consiglio così composto: Dalila Maria Virzì, presidente, Franca Falzone, vice presidente, Giusy Di Raimondo, segretaria, Fabiola Gianporcaro, tesoriera e le consigliere Antonella Alaimo, Carolina Fiorica, Nunziella Pontillo, Mariangela Severino, Cettina Visconti.
L’assemblea, a conclusione della proclamazione degli eletti, ha partecipato alla celebrazione del mistero-sacrificio Pasquale di Cristo Signore, centro e cuore di tutta la vita cristiana e salesiana. Don Arnaldo Riggi sdb, presenziando, ha voluto affidare nell’omelia alle exallieve un mandato, affinché ognuna potesse attuarlo nella propria vita. Non dobbiamo soltanto “Vedere” perché ciò indica il percepire con gli occhi, in maniera poco approfondita o involontaria; non dobbiamo soltanto “Guardare” perché pur aggiungendo intenzionalità, non ci permette di essere consapevoli; dobbiamo “Osservare”, cioè aggiungere sistematicità all’intenzionalità, cogliere le intenzioni, le valenze positive e negative; osservare è un requisito e una preparazione per avere il dono del discernimento. Possiamo sperare di ottenere il divino dono del discernimento e la sua luce di protezione e guida solo se siamo pronti ad osservare. Chi osserva ascolta, impara, interviene opportunamente. Ognuno di noi può e deve cercare di essere degno di questo importante dono spirituale: la capacità di essere pronto ad osservare.
Durante la processione offertoriale, le consigliere federali hanno portato all’altare una candela accesa, segno di accompagnamento del cammino intrapreso e di affidamento delle proprie intenzioni di preghiera al Signore, alla Madonna, a Don Bosco e Madre Mazzarello.
A conclusione, nel refettorio dell’Istituto “Madre Mazzarello”, si sono festeggiati fraternamente, gli eletti ed il compleanno di Nello, marito della consigliera Antonella.
Un grazie riconoscente alla Presidente ed alle Consigliere che hanno guidato la Federazione nel precedente quadriennio, alle comunità ed alle direttrici delle case S. Giuseppe e Madre Mazzarello.