UN SOGNO INFRANTO

Grazie, Dalila

Buongiorno a tutti, saluto l’ispettrice sr. Maria Pisciotta, la direttrice dell’istituto sr. Mariella Lo Turco, i rappresentanti della federazione sicula Palermo Madre Morano, gli exallievi ed exallieve delle figlie di Maria Ausiliatrice giunti da ogni parte della Sicilia e un saluto particolare a don Roberto Romeo che ci parlerà della santità, a cui ogni cristiano dovrebbe aspirare con umiltà e semplicità di vita. Sono particolarmente emozionata di trovarmi oggi qui, con tutti voi in questo luogo, in cui riposano le spoglie mortali della beata Madre Morano, la casa del cuore come amava definirla Lei e perché qui vi erano le scuole dove io e tanti ragazzi e ragazze, per diverse generazioni, abbiamo svolto gli studi. Proprio qui, in questi luoghi siamo cresciuti vivendo un’esperienza formativa, ricca ed entusiasmante scaturita dal carisma salesiano e dagli insegnamenti di don Bosco. Io stessa ho scelto di fare l’insegnante, e pertanto, sento forte la responsabilità del mio ruolo nei confronti della gioventù, che cerco di educare con gioia ed entusiasmo, curando tutti gli aspetti della personalità dei ragazzi che mi vengono affidati. Oggi, mi trovo qui in veste di amica di Caterina Panarello, che gli amici chiamano Ines, autrice del libro “Un sogno infranto”, che ha deciso di scrivere per tenere viva la memoria di Cettina, la cara figlia che adesso risplende nella schiera degli angeli e che ho avuto il privilegio di avere come compagna di scuola, proprio fra i banchi di questo istituto, quando ospitava le scuole, dall’infanzia, alle superiori. Cettina era una compagna speciale, anche se allora non tutti se ne rendevano conto perché era timida e non amava mettersi in mostra, ma nel silenzio e nella riservatezza che le erano consoni, non mancava di dire una parola buona per tutti o di aiutare una compagna in difficoltà…Era una ragazza dai sani principi e dai grandi valori e avrebbe voluto mettere le sue capacità al servizio degli altri…Potrei dire tante parole per descriverla, ma la mamma lo ha fatto sicuramente con grande intensità nel libro, facendo scoprire, anche a noi che l’abbiamo conosciuta, tanti aspetti del suo carattere e della sua vita che in realtà non ci erano noti…Cettina, infatti era molto di più di quello che mostrava agli altri e la sua vita è stata costellata di momenti belli, ma anche lastricata di tante difficoltà, che però non le faranno perdere di vista il suo sogno…Ed è questo il messaggio motivazionale che da educatrice, ho colto per i nostri giovani: l’auspicio e la speranza che tutti abbiano un sogno da inseguire e che lo facciano con perseveranza senza farsi abbattere dalle difficoltà. Far capire loro, tramite la testimonianza di Cettina che certi valori sono fondamentali, perché ci devono aiutare combattere i disvalori e i modelli negativi della nostra società… e Cettina ci ha offerto, senza saperlo, un esempio luminoso di vita esemplare, con l’umiltà della ragazza della porta accanto; il suo rappresenta un modello di vita da emulare, che trascina al bene e questo, è stato anche l’intento di Caterina Panarello nello scrivere il libro “Un sogno Infranto.
Il power point che ho preparato e che adesso vedrete, in cui si alternano foto e immagini, frasi del libro e di autori noti, che mi limiterò a leggere, perché lascio a voi lo spazio per la riflessione personale, ci farà conoscere qualcosa in più su Cettina e sul suo sogno infranto…Grazie

Mimma Brigandì

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