Con i piedi per terra e il cuore a Mornese

ยซCostruiamo insieme oggi il nostro futuroยป

Matera, 12โ€“14 giugno 2026

Matera sa guardare lontano. I suoi Sassi โ€” scavati nella roccia, abitati per millenni, poi abbandonati e infine riscoperti come patrimonio dell’umanitร  โ€” raccontano che nulla di ciรฒ che ha radici profonde muore davvero: cambia forma, trova nuove vie, continua a vivere. Non poteva esserci cornice piรน adatta per i Tre Giorni per i Responsabili, promossi dall’Associazione Mornese Italia ETS โ€” Laici Exallieve/i in rete con le FMA nel Mondo โ€” che dal 12 al 14 giugno 2026 ha riunito presso la Casa per ferie Sant’Anna i responsabili delle Unioni e delle Federazioni da tutta Italia, attorno a un unico obiettivo: Costruiamo insieme oggi il nostro futuro.

Un titolo che non รจ solo uno slogan. รˆ una scelta di metodo: non un convegno in cui si ascolta, ma un laboratorio in cui ci si mette in gioco. Non una celebrazione del passato, ma un cantiere aperto sul futuro โ€” con le stesse radici salesiane di sempre e strumenti nuovi per i tempi che cambiano.

12 giugno ยท Costruiamo insieme

I partecipanti sono arrivati nel pomeriggio, accolti dai Sassi illuminati dal tramonto. Dopo i saluti e la sistemazione, i lavori sono entrati subito nel vivo con la sessione ยซMettiamoci in giocoยป, guidata da Luca Utili, esperto di dinamiche di gruppo.

Il tono scelto fin dall’inizio รจ stato quello della concretezza: niente teoria astratta, ma strumenti da portare a casa. Utili ha proposto ai partecipanti un’attivitร  pratica โ€” la costruzione cooperativa di cinque quadrati uguali, con regole precise e in silenzio โ€” per far emergere dal vivo le dinamiche che ogni gruppo associativo conosce bene: chi trattiene le risorse, chi aspetta, chi guida senza imporsi, chi si accorge del bisogno dell’altro. La riflessione che ne รจ seguita ha toccato i nodi profondi della vita associativa: l’interdipendenza positiva e negativa, i bisogni impliciti dei membri, il peso delle regole non dette sulla cultura del gruppo. La serata, dopo i Vespri e la cena, รจ rimasta libera: Matera di notte, con i suoi vicoli e le sue luci, ha fatto il resto.

13 giugno ยท Cosa serve? Bastano le mani?

La giornata piรน densa ha preso avvio con la relazione di Sr. Maria Ausilia De Siena, Consigliera Generale per la Comunicazione Sociale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sul tema ยซCosa serve? Il leader che genera un gruppo associativoยป. Calabrese di Petrizzi, Sr. Ausilia ha vissuto fin dall’infanzia la proposta educativa salesiana: ha iniziato la sua esperienza come FMA a Soverato come insegnante di musica e animatrice dell’oratorio, รจ stata per 12 anni Consigliera Ispettoriale โ€” di cui 8 per la Comunicazione Sociale โ€” Delegata Nazionale CGS, Direttrice della Comunitร  di Soverato e, nel 2021, Ispettrice dell’Ispettoria Meridionale Madonna del Buon Consiglio prima di essere eletta Consigliera Generale. Una figura che conosce dall’interno sia il mondo della comunicazione sia quello dell’educazione salesiana, e che porta in ogni contesto la stessa domanda: come essere presenza profetica oggi?

La domanda di fondo era semplice e diretta: cosa serve, davvero, per guidare un gruppo associativo? La risposta ha smontato subito un equivoco diffuso: il leader non รจ chi comanda, ma chi guida verso un obiettivo comune motivando, coordinando e creando le condizioni perchรฉ ciascuno possa dare il meglio di sรฉ. La distinzione tra leader e manager โ€” figure complementari ma orientate diversamente โ€” ha mostrato come la leadership autentica si fondi su autorevolezza, fiducia e carisma personale, e punti allo sviluppo del potenziale umano nel lungo termine, non al controllo gerarchico nel breve.

Ampio spazio รจ stato dedicato alle resistenze โ€” l’ansia, l’inerzia, il ยซsi รจ sempre fatto cosรฌยป โ€” con strumenti concreti per riconoscerle e gestirle: spiegare i motivi del cambiamento, coinvolgere le persone nelle decisioni, far emergere le preoccupazioni prima che diventino boicottaggio silenzioso. Il cuore della relazione ha delineato il ruolo del leader secondo sei dimensioni: definire una visione, motivare il gruppo, prendere decisioni, gestire i conflitti, testimoniare con coerenza, favorire la collaborazione. Una prospettiva evangelica ha illuminato tutto: richiamando Mc 10,42โ€“45, Sr. Ausilia ha ricordato che ยซl’autoritร  autentica non produce ammiratori, ma persone che scoprono la propria dignitร  e vocazioneยป. Don Bosco e Madre Mazzarello ne sono stati proposti come modelli viventi โ€” non figure del passato da ammirare, ma stili di leadership da abitare oggi.

La seconda parte si รจ aperta con una domanda provocatoria: bastano le parole? E con essa l’attivitร  laboratoriale ยซSolo le parole?ยป: attraverso un Padlet condiviso, ogni gruppo ha associato immagini e riflessioni ai sei ยซattrezziยป di una comunicazione che genera coesione โ€” ascolto, chiarezza, rispetto dei ruoli e degli spazi, fiducia che cresce, gestione dei conflitti, ricerca di soluzioni. Le risposte, spontanee e profonde, hanno restituito una fotografia inaspettatamente ricca: ยซl’ascolto รจ cura verso l’altro, รจ discernimentoยป; ยซla semplicitร  di un cuore che parla senza maschereยป; ยซequidistanza ed equivicinanzaยป; ยซtrasformare il conflitto in opportunitร ยป. La conclusione di Sr. Ausilia ha fissato un punto fermo: per comunicare bene e creare coesione servono competenze piรน relazionali che tecniche. Non basta parlare con chiarezza โ€” รจ essenziale considerare come si sentono le persone quando interagiscono. Non bastano le mani.

Nel pomeriggio il lavoro si รจ fatto ancora piรน concreto. I tre casi studio erano stati costruiti da autori diversi con competenze complementari. Alessandro Catalano ha curato ยซContinuitร  della presenza salesiana dopo la chiusura della comunitร  FMAยป: uno scenario concreto in cui un immobile comunale, novant’anni di storia salesiana e una rete di soggetti locali โ€” Associazione Mornese, Salesiani Cooperatori, Parrocchia, Comune โ€” sono chiamati a costruire insieme un nuovo Centro Giovanile. Rosanna Iebole e Dalila Maria Virzรฌ hanno invece lavorato rispettivamente su ยซDal buio alla luceยป e ยซUn carisma che resisteยป, portando l’esperienza diretta della transizione al Terzo Settore e la vita quotidiana delle Federazioni. Non esercizi accademici: situazioni reali, riconoscibili, che parlano direttamente all’esperienza di chi era in sala. L’assemblea ยซโ€ฆsi puรฒ fareยป ha chiuso la giornata con le testimonianze dei tre autori, in un crescendo di concretezza e speranza.

Alessandro Catalano โ€” Assistente Sociale abilitato, Salesiano Cooperatore dal 1999, fondatore e Presidente dell’Associazione “Don Bosco e Noi” ONLUS di Satriano, giร  Coordinatore Regionale del Movimento Giovanile Salesiano e responsabile di centri estivi e attivitร  giovanili dal 2000, con una tesi di laurea su ยซIl sistema preventivo e l’educazione dei giovaniยป โ€” ha aperto, restituendo ai partecipanti la lettura di ciรฒ che era emerso dai lavori di gruppo: la capacitร  di progettare, di vedere oltre le difficoltร , di mettersi in gioco da veri leader โ€” con la voce di chi il mondo salesiano lo abita da sempre, sul campo, tra i ragazzi.

Dalila Maria Virzรฌ, Presidente della Federazione Sicula Palermo ยซMadre Moranoยป, ha parlato da una Federazione che abbraccia cinque province โ€” dalla Sicilia centro-occidentale fino al versante tirrenico, con le spoglie della Beata Madre Maddalena Morano custodite ad Alรฌ Terme come radice viva dell’identitร  federale. Tre le cose condivise, maturate sul campo e non dai libri. La prima: guardare con gli occhi della fede cambia la domanda. Non piรน ยซha ancora senso?ยป โ€” che blocca โ€” ma ยซche cosa il Signore ci chiede oggi?ยป โ€” che rimette in cammino. La seconda: il carisma non ha bisogno di mura. Un sito internet aperto giorno e notte con il Rosario salesiano, un gruppo WhatsApp, una telefonata a chi รจ sola: il cortile di Mornese oggi puรฒ essere il pianerottolo di casa, e tutto questo รจ giร  missione โ€” non il ripiego di chi non ha di meglio, ma la forma nuova della stessa fiamma. La terza: il bene che esce di casa rinnova l’associazione e avvicina i giovani. A Natale le Exallieve di Alรฌ Terme sono entrate nel reparto di Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale di Taormina. A Palermo, il 22 maggio, venti ragazzi usciti dall’Istituto Maria Ausiliatrice hanno chiesto spontaneamente di essere riconosciuti come Exallievi โ€” non li avevano cercati, sono venuti loro โ€” e per loro รจ nata la Promessa degli Exallievi Junior, con una madrina tra le associate per ciascuno. ยซSรฌ. Si puรฒ fare. Lo stiamo giร  facendo.ยป

Nel suo intervento Dalila ha citato piรน volte Carolina Fiorica โ€” exallieva, Presidente Confederale Mondiale Emerita, che ha saputo raccontare l’anima dell’associazione in un libro dal titolo che รจ giร  una carezza: ยซDa Mornese, un soffio diโ€ฆ luceยป. Perchรฉ nelle nostre Federazioni e Unioni vivono donne cosรฌ โ€” di fede, di studio, di esperienza, di governo โ€” e il futuro dell’associazione si costruisce anche andando a riprendere questi tesori, coinvolgendoli, ascoltandoli, lasciandoci ancora insegnare.

Ha concluso Rosanna Iebole, Presidente dell’Associazione Mornese Liguria ODV, guidata dallo slogan del proprio quadriennio: ยซSignore, fa’ che io vedaยป (Mc 10,51) โ€” non preghiera intima, ma grido di chi vuole squarciare il velo della cecitร  che confonde la sopravvivenza con la presenza. Ha raccontato il percorso concreto della Liguria: la scelta, ai tempi del Covid, di entrare nel Codice del Terzo Settore; le assemblee online con tutti i presidenti; l’iscrizione al RUNTS nel maggio 2022; i patti di sussidiarietร  regionali; il progetto ยซMissione: AIยป per formare i giovanissimi. E soprattutto Monleone di Cicagna: quando nel 2013 le FMA sono andate via, l’Associazione locale non ha lasciato chiudere l’oratorio nemmeno un giorno โ€” oggi gestisce la struttura a 360 gradi, riconosciuta dalle istituzioni civili e dalla Chiesa come punto di riferimento per tutta la Val Fontanabuona. ยซSi puรฒ fare, perchรฉ in Liguria lo abbiamo fatto davveroยป: non una promessa, una testimonianza. E prima di lasciare la parola, ha consegnato a ciascun partecipante un dono inaspettato: un paio di occhiali a cuore colorati con il sacchettino dell’Associazione Mornese Liguria ODV e la scritta ยซโ€ฆche io vedaยป โ€” il suo slogan diventato per un momento il sigillo di tutta l’assemblea. La serata si รจ conclusa con una visita guidata notturna tra i Sassi: Matera come segno, ancora una volta.

14 giugno ยท Il nostro futuro

L’ultima mattina ha avuto il respiro della sintesi e della consegna. La Santa Messa, celebrata dall’Arcivescovo di Matera-Irsina Mons. Benoni Ambarus, ha dato al percorso il suo fondamento spirituale: non un’appendice devozionale, ma il cuore da cui tutto parte e a cui tutto ritorna.

A seguire, i lavori si sono chiusi con il Documento finale, intitolato ยซCon i piedi per terra e il cuore a Morneseยป โ€” una sintesi corale di ciรฒ che i tre giorni avevano depositato nel cuore di ciascuno.

Il documento muove da una consapevolezza maturata insieme: non bastano le mani โ€” serve una leadership capace di generare comunitร , cosรฌ da vivere autentiche esperienze di comunione. Tre gli impegni assunti collettivamente. Il primo riguarda lo stile della presenza: con lo stile mornesino, facendo tesoro delle buone pratiche, l’Associazione Mornese Italia si impegna a proseguire con creativitร  il servizio ai fragili, agli ultimi e soprattutto ai giovani, sviluppando nelle responsabili a tutti i livelli le doti di ascolto, chiarezza, rispetto dei ruoli e fiducia necessarie a gestire i conflitti cercando soluzioni. Il secondo riguarda il lavorare insieme: un responsabile associativo รจ capace di rendere tutti nel proprio gruppo persone straordinarie โ€” una straordinarietร  che รจ caratteristica della salesianitร  mornesina. Sull’esempio di Don Bosco e Madre Mazzarello, l’impegno รจ costruire una visione alta della vita, parlare ai giovani del territorio, fare dei gruppi associativi luoghi di fiducia che testimoniano con accoglienza lo stile mornesino. Il terzo riguarda l’impegno nel territorio: ogni Federazione e Unione puรฒ operare nella propria realtร  guardando i bisogni reali, leggendoli alla luce del Vangelo, per attuare la missione nel rispetto del carisma che distingue l’Associazione.

Il documento si รจ chiuso con il titolo ยซEd ora eccomi!ยป โ€” e ciascun partecipante ha incollato il proprio post-it con la frase di impegno personale. Una parola in prima persona, assunta davanti a tutti, da portare a casa.


Una parola per ripartire

Trent’anni fa il Signore ci chiedeva di custodire. Oggi ci chiede di costruire, con le stesse radici e con strumenti nuovi. Matera lo ha detto con i suoi Sassi: nulla di ciรฒ che ha vita dentro di sรฉ rimane davvero sepolto.

Portate con voi una sola domanda, quella con cui si รจ chiuso l’incontro: qual รจ la prima cosa nuova che mi impegno a far partire, tornando nella mia Unione o Federazione?

Si puรฒ fare.
Lo stiamo giร  facendo.
E se lo facciamo insieme,

lo faremo bene.

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