La Promessa degli Exallievi Junior – 22 maggio 2026
All’Istituto Maria Ausiliatrice di Palermo-Arenella delle FMA, venti ragazzi hanno finalmente avuto risposta a una richiesta che portavano nel cuore da tempo: essere riconosciuti exallievi. Usciti o in procinto di uscire dalla scuola salesiana, si sentivano già parte di quella famiglia. Mancava solo un gesto, una parola, un “sì” pronunciato davanti a qualcuno che lo accogliesse.
Il 22 maggio 2026, quel gesto c’è stato.
Un’idea che viene dal basso
La richiesta era partita dai ragazzi stessi, con quella semplicità disarmante di chi non ha ancora imparato a trattenersi. La direttrice l’aveva raccolta e portata al Consiglio Federale, che si era attivato con entusiasmo per trovare la formula giusta: l’età non consente ancora la tessera ufficiale, ma non può impedire di cominciare il cammino.
Sr. Lucia Siragusa ha pensato a tutto: una promessa adattata all’età e alle esigenze dei ragazzi, una tessera creata appositamente per loro, una medaglietta di Maria Ausiliatrice, il Vangelo – perché fosse la stella che orienta ogni passo – e una maglietta con il logo della FSP “Madre Morano” e la scritta “Junior Exallievi FMA”. La Federazione aggiungerà anche una spilletta con il logo federale.


A rappresentare la Federazione era presente Carolina Fiorica, Presidente Confederale Emerita, inviata con il mandato preciso di presenziare alla Promessa e di accogliere uno per uno i nuovi exallievi junior. Con lei, ogni exallieva adulta dell’Unione Arenella ha ricevuto il nome di un figlioccio: una madrina che non si limita a testimoniare un momento, ma si impegna ad accompagnare il proprio piccolo nel cammino salesiano e nelle attività formative dell’Istituto e della Federazione. Un segnale che questa cosa contava davvero.
Una buona novella
Quando la direttrice ha invitato Carolina a prendere la parola, lei ha condiviso un pensiero nato meditando proprio sul dono che stava per essere consegnato. Il dono era il Vangelo, e pensandoci le era venuta una cosa da dire:
“Pensavo a questo dono e mi veniva da dirvi che siete voi la nostra buona novella. Si sente sempre ripetere che i giovani sono il nostro futuro. Per noi, invece, è la sacrosanta verità: per la nostra associazione, in questo momento, siete ossigeno.”
La Promessa, dentro la celebrazione
La Promessa si è inserita nel cuore della celebrazione eucaristica, alla presenza del sacerdote e dei diaconi. Intorno, tantissima gente: famiglie, educatori, exallieve adulte, la comunità salesiana. Un contesto che ha dato peso e respiro al momento.
Promessa dei/delle “Giovani Exallievi/e”
Atto di Consacrazione a Maria Ausiliatrice
I venti ragazzi si sono fatti avanti e hanno letto la Promessa con un’intensità che non era scontata. Data la ricchezza degli impegni, Carolina ha proposto di fissarne il cuore in una formula da memorizzare e custodire: buoni cristiani e onesti cittadini. Le parole di Don Bosco, sempre le stesse, sempre nuove.
Le madrine e i doni
L’abbinamento madrina–figlioccio è stato stabilito a sorte, e questo ha avuto il suo fascino. Qualche exallieva si è ritrovata con due piccoli, perché i venti ragazzi superavano il numero delle associate presenti: non un problema, ma una buona notizia. I giovani, stavolta, erano più numerosi degli adulti.
Ciascuna madrina ha poi consegnato al proprio figlioccio i doni pensati per l’occasione: il Vangelo – “perché prima di tutto dobbiamo metterlo in pratica” –, la medaglietta di Maria Ausiliatrice, la tessera creata ad hoc e la maglietta. Doni semplici e carichi di significato, per ragazzi che hanno già capito molto.
Serietà, gioia e – giustamente – confusione
Carolina sottolinea un dettaglio che vale più di ogni commento: tutti hanno voluto essere fotografati, con una gioia e un’intensità davvero particolari. Alcuni non escono nemmeno quest’anno dalla quinta elementare, sono già usciti l’anno scorso, eppure hanno chiesto di fare questo cammino. Exallievi per scelta, prima ancora che per uscita.
La celebrazione si è chiusa con la benedizione finale del sacerdote, con molta serenità, molta gioia e – giustamente – molta confusione. Quella buona, calda, che c’è quando in un posto ci sono tanti ragazzi felici e qualcosa di bello è appena iniziato.
Una partenza promettente
Sr. Lucia Siragusa è raggiante: i ragazzi avevano spontaneamente presentato la domanda di adesione, e altri stavano ancora arrivando. “La partenza sembra molto buona”, dice. “Speriamo di riuscire a farla continuare.” Ci uniamo a questa speranza. Quello del 22 maggio è un seme piantato con cura, annaffiato dall’entusiasmo dei ragazzi, dalla dedizione della direttrice, dalla disponibilità delle madrine e dall’attenzione della Federazione.
Adesso tocca a tutti noi fare in modo che cresca. Perché quei venti ragazzi non erano solo il futuro dell’associazione: erano già, in quel momento, la sua più bella notizia.

















































