Intervento Vicaria Ispettoriale Sr Antonella Allegra, FMA
Buona festa dell’Immacolata, una festa importante perché oltre a contemplare il grade dono di Maria Immacolata la Tutta Bella, ricordiamo l’inizio dell’opera salesiana: l’incontro tra Don Bosco e Bartolomeo Garelli. Ricordare gli inizi della nostra Famiglia Salesiana ci ricorda il nostro inizio: la nostra personale avventura dentro il Carisma salesiano. Da quel primo momento in cui siamo entrati in una casa salesiana Maria ci ha messo sotto il suo manto e per noi è stata ed continua ad esserlo Maestra e guida sicura, Colei che ci prende per mano e ci guida nel cammino della vita così come ha fatto con Don Bosco e con Madre Mazzarello.
Auguri di un Santo Natale
BEATI I MITI, PERCHÉ EREDITERANNO LA TERRA” Accogliendo il Dio che nasce, impariamo la forza mite, di una Pace disarmata e disarmante, deponiamo le armi della parola e dello sguardo, per scegliere il linguaggio della misericordia e della giustizia che riconcilia. Buon Natale e felice anno nuovo! Sr Angela Maria Maccioni Ispettrice
Per prepararci a vivere il Mistero del Natale riprendiamo dalla lettera ai Filippesi di San Paolo l’inno: “Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere uguale a Dio, ma svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.” (Fil 2, 6-8)
Tre idee luce ci accompagnino e ci invitano ad essere riconoscenti al Signore
- Un amore è grande ed autentico quando sa rinunciare a se stesso per il bene dell’altro. Dio ha fatto questo per noi ha svuotato se stesso per assumere la condizione di servo
- Dio diventato simile agli uomini sceglie di farsi vicino a noi e la sua vicinanza è totale. Più intimo a noi di noi stessi direbbe sant’Agostino.
- Dio facendosi obbediente fino alla morte ci ricorda il suo amore infinito per noi un amore grande fino alla morte in Croce. La notte di Natale ascolteremo l’annuncio dell’angelo che ci dice “Gloria a Dio nell’Alto dei cieli e Pace in terra agli uomini che egli ama”
Il dono della Pace è per tutti gli uomini proprio perché lui ci ama infinitamente, a noi il compito di pregare e vivere la Pace vera. Auguri di un natale ricco di Pace e che ci ricorda
- Un amore che rinuncia
- Un amore che si fa vicinanza totale
- Un amore che ci ama infinitamente e ci dona la Pace
Intervento Delegata Federale Sr Giacomina Barresi, FMA
Carissima Suor Antonella Allegra, delegata dalla nostra Madre Ispettrice, Sr. Angela Maria, a rappresentarla in questo momento familiare; carissime Delegate ed Exallieve: Presidenti, membri del Consiglio e delle varie Unioni, anzitutto “Benvenute” a questo incontro. Sento di esprimere un vivo ringraziamento per aver accolto l’invito della Presidente, Dalia Maria Virzì, ad esserci e regalarci un breve tempo per il consueto e fraterno scambio degli auguri natalizi.
In questo particolare periodo liturgico, l’Avvento, la Chiesa ci incoraggia e ci offre un cammino di speranza, un cammino di incontro con Dio, con i fratelli e le Sorelle. A Gesù, Luce del mondo, chiediamo di accendere la nostra speranza, di essere ancorati a questa speranza per continuare ad essere pellegrini di speranza e di pace in questo tempo storico in cui, nel mondo intero, le incertezze, la violenza, l’ingiustizia, la persecuzione, il dolore e la morte fanno sperimentare la fragilità umana.
Con il Canto/Preghiera “Ave Maria! Ave!”, vogliamo affidare a Maria, la Madre dell’Attesa e della Speranza per eccellenza, i nostri sentimenti di gratitudine e gli auguri per tutte noi, per le Comunità educanti delle FMA della Sicilia e per i vari membri della Famiglia Salesiana.
Con affetto vi auguro un luminoso Natale e un anno 2026 ricco della benedizione del Signore. Ci auguriamo copiose grazie e benedizioni, tanta gioia e fecondità di bene per la nostra vita personale, familiare, sociale.
Intervento Presidente FSP Dalila Maria Virzì

In questo Natale desideriamo augurarci la pace. Eppure, lo sappiamo: parlare di pace oggi è difficile. Mentre celebriamo la nascita di Gesù, il mondo è ferito da guerre, violenze, divisioni. Il pianto del Bambino nel presepe sembra unirsi al pianto di tanti bambini innocenti che soffrono in Ucraina, a Gaza, in Africa e in tanti angoli dimenticati del mondo. E tuttavia, proprio Gesù Bambino è la nostra speranza. Dio non viene come un potente, ma come un neonato indifeso. È così che ci mostra una pace “disarmata e disarmante”: una pace che non si impone con la forza, ma che trasforma lentamente i cuori.
I nostri vescovi ci ricordano che oggi non è più possibile parlare di “guerra giusta”. Le armi moderne non permettono distinzioni, distruggono vite innocenti, divorano risorse immense che potrebbero alleviare povertà, malattie e ingiustizie. È una follia che interpella anche noi. Che cosa possiamo fare allora? Non salvare il mondo da soli, ma diventare operatori di pace nella vita quotidiana. La pace comincia dalle nostre case: nei conflitti famigliari, nelle parole che scegliamo, nei gesti che costruiscono o feriscono. Continua nelle nostre comunità: nei rapporti fraterni, nella capacità di ascoltare, dialogare, perdonare. Passa persino dalle nostre scelte economiche e dal modo in cui usiamo i social, dove troppe volte dominano aggressività e giudizi affrettati.
Il Natale ci chiede tre “no”:
No alla violenza, in tutte le sue forme.
No all’inimicizia, ricordando che il Vangelo ci invita a vedere un fratello anche in chi ci è ostile.
No alla guerra, scegliendo la strada del dialogo, del disarmo, della riconciliazione.
Non è un’utopia: è una via quotidiana, concreta, fatta di gesti piccoli ma decisivi. Tutti i santi che ricordiamo – da San Francesco a Don Bosco, da Giorgio La Pira a Santa Maria Troncatti – ci mostrano che la pace non è debolezza, ma coraggio. È prendere posizione contro la logica della violenza. È credere che la bontà può cambiare la storia. Ognuno di noi può fare la sua parte: un perdono dato, una parola buona, un conflitto ricucito, un aiuto offerto a chi soffre. Piccoli gesti, sì. Ma anche il Bambino di Betlemme era piccolo, e da Lui è iniziata una nuova storia. Che questo Natale ci renda strumenti di pace. Che il Bambino che nasce disarmi i nostri cuori e ci insegni la forza della mitezza e della fraternità. Il Signore vi doni la sua pace e la riversi sul mondo intero.
“Guardiamo alla tenerezza di Dio che si manifesta nel volto del Bambino Gesù, e lasciamo che la Sua luce rinnovi la nostra attesa e la nostra speranza. Che la gioia e la pace del Natale illuminino il nostro cammino ogni giorno dell’anno nuovo”.